Nel calcio le analisi tecnico-tattiche, soprattutto per chi non fa l’allenatore, potrebbero lasciare il tempo che trovano. I tifosi vogliono vedere una squadra che lotta, gioca bene e possibilmente vince. Tutti elementi che, fino ad ora, hanno contraddistinto in maniera inequivocabile la Reggina di Filippo Inzaghi.
Due sconfitte immeritate
La squadra del tecnico piacentino ha ottenuto cinque vittorie e due sconfitte in sette gare di campionato. Praticamente inappellabili e nette le vittorie, entrambe immeritate le sconfitte. Entrambi i ko sono arrivati al culmine di partite dominate in lungo ed in largo, decise da un episodio. Non è una giustificazione, ma una constatazione.
Ed è anche vero che ci sono gli avversari. Le strategie adottate da Ternana e Modena, al momento, sono quelle che la Reggina sembra soffrire di più. Serviva, in quei casi, evitare le letture difensive sbagliate che sono costante le sconfitte e portare a casa quelli che prevedibilmente sarebbero stati quantomeno due pareggi.
Reggina, al Granillo arriva il Cosenza
Due punti che, aggiunti alla classifica attuale, avrebbero suggellato la percezione di un inizio di campionato praticamente perfetto, ma che resta starordinario. Anche perché (e non bisogna mai dimenticarlo) la Reggina non ha come obiettivo la vittoria del campionato. Non in questa stagione.
I traguardi da centrare sono quelli legati alla possibilità di regalare soddisfazione ai tifosi. Sabato arriva il Cosenza, avversario insidiosissimo, per un derby che può sempre sfuggire ai pronostici. Servirà una grande mano dal pubblico e ci si attende un grande pubblico. Reggio non deluderà.





