Minuto numero 62: Thiago Cionek si fa espellere per un fallo evitabile su Di Mariano. Una scelta che aveva cancellato la scelta prudenziale di Filippo Inzaghi: sostituire un ottimo Pierozzi perché ammonito e in marcatura sull’ottimo esterno del Palermo.
Minuto numero 64: il tecnico corre ai ripari e, sul 2-0, sceglie di sostituire Menez con Loiacono. Il francese, giustamente, non accelera al momento di uscire dal campo e Inzaghi ha il tempo per far lavorare il cervello. Ad un certo punto comincia da essere tarantolato, in lui scatta qualcosa e si gira verso la panchina. Richiama l’attenzione del suo staff che, a sua volta, vola a chiamare Daniele Liotti. La sostituzione non prevista, ma decisa d’istinto.
Inzaghi mette Cicerelli a destra, Liotti a sinistra e ridisegna la squadra con il 4-4-1 in inferiorità numerica. Cosa accade pochi minuti dopo? Che Cicerelli se ne vada in velocità su una fascia che, in genere, non è la sua e serva al calciatore calabrese la palla del 3-0.
Caso? Non proprio. Se si considera che Inzaghi ha scelto di tenere Liotti proprio per la sua capacità di inserirsi e lo ha anche reinventato mezzala sinistra.






