• Reggina: il centravanti, per ora, non serve

    Le immagini di Jeremy Menez che corre ad esultare con i compagni cancellano i dubbi sul coinvolgimento del francese nel progetto Reggina. Quando, evidentemente, le cose non hanno funzionato, non è stato solo per suo demerito.

    Si sente al centro del progetto e si vede.  La sua posizione in campo, in questo momento, è una delle grandi risorse del gioco della Reggina.

    Schierarlo significa non dare punti di riferimento agli avversari e, partita dopo partita, lo si vede chiamare fuori i centrali difensivi avversari e lasciare gli spazi per gli inserimenti degli altri.  Se ci si aggiunge la capacità di ricevere palla, difenderla e illuminare il gioco, la questione diventa chiara per tutti.

    Contro il Sudtirol avrebbe potuto far gol.  Poteva fare di più in un’occasione ed è andato vicino alla rete con un sinistro a giro che avrebbe fatto venir giù lo stadio se fosse entrato.

    E quando il centravanti di una squadra ha due occasioni in una partita, significa che la sua presenza è più che giustificabile. Che sia un falso nueve o abbia un’altra definizione.

    Ci sono state, inoltre,  un paio di circostanze dove avrebbe potuto tentare la giocata e non l’ha fatto. Poteva inp particolare verticalizzare e, per non perdere il pallone, ha preferito giocare semplice. Una scelta che forse la dice lunga su cosa ci sia nella sua testa e che, paradossalmente, rischia di mettere a freno persino il suo talento infinito.

    A qualcuno potrebbe dare l’idea che in alcune fasi rallenta il gioco, ma è solo un’impressione. Inzaghi è molto soddisfatto di lui.  Per ora il centravanti sembra non servire, quando servirà ci sono Gori e Santander in rampa di lancio.