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    Reggina pronta alla svolta che porti a normalità e crescita nel tempo

    Non è una lucida follia del potenziale acquirente quella che, nei prossimi giorni, potrebbe portare la Reggina ad avere una nuova proprietà.  Chi acquista sa che c’è del potenziale economico, sociale e progettuale. Bisognerà, però, trovare il modo di farlo valere.

    Si attende il via libera del Tribunale (si auspica entro giovedì) e subito dopo è tutto predisposto per le firme dal notaio. L’annuncio, in qualsiasi caso, si presume non arrivi prima del weekend. La motivazione è semplice: il candidato numero uno ad acquistare il club ha la sua principale società quotata in borsa.

    Poi sarà il momento di correre. Ratificare il piano di rientro con l’Agenzia delle Entrate (piano già pronto, serve qualcuno che offra le garanzie e ci sarà), presentare la fideiussione (già pronta) e la documentazione per l’iscrizione (già pronta) con allegati i bonifici. In teoria ci sarebbe tempo anche oltre il 22 giugno per qualche adempimento (Barattando la proroga con una penalizzazione), ma la Reggina salvo sorprese dovrebbe essere pronta prima.

    Bisogna tenere il condizionale sul futuro. Un mix tra prudenza e scaramanzia, perché ci sono degli incastri che ancora generano ansie. La salita, però, è finita. Questo non è sinonimo del fatto che la strada sia senza ostacoli.

    Poi, eventualmente,  partirebbe la programmazione per la prossima stagione. Si creerebbe un progetto tecnico che vorrebbe consolidarsi in Serie B. Lo vorrebbe fare guardando ai conti, stabilizzando la situazione e riorganizzando un club ridotto in macerie.

    A Reggio tocca rispondere. Gli sponsor lo hanno in parte già fatto, poi sarà il momento dei tifosi. Se la Reggina viene  considerata come affare anche con 15 milioni di debiti è perché la si ritiene una piazza che può dare passione, tanti spettatori allo stadio e e calore.  Vietato, dunque, pensare a musi lunghi qualora dovesse palesarsi qualcuno che non fa proclami, anche perché quelli che sono diventati i conti nell’ultimo biennio certificano che senza le basi non si possono costruire le altezze.

    Arriverebbe un giovane imprenditore che sta vedendo crescere ogni anno il suo fatturato e per il 2023, come lui stesso ha dichiarato,  punta ad arrivare  100 milioni con il suo gruppo. Nell’ultimo anno e mezzo ha acquistato due aziende, da aggiungere alla sua galassia.  I fatturati , tra l’altro, sono pubblici e facilmente reperibili, ragion per cui non c’è niente di cui meravigliarsi o manifestare scetticismo..

    Non verrebbe a Reggio a buttare soldi. Lo farebbe creando, per l’appunto, le basi per dare valore al club. Tra le possibilità che ci sono all’orizzonte ci sarebbe  anche quella che, una volta presa la gestione dello stadio, di farsi affiancare da un fondo o da altri investitori.  Mai dimenticare che la Reggina ha un patrimonio chiamato Centro Sportivo Sant’Agata. Chi conosce le basi della finanza, sa che queste sono occasioni che rafforzano il valore di una società e del suo patrimonio (di ciascun detentore di quote). Quella prospettiva non è ancora tramontata, ma serve qualcuno che faccia da apripista. La fortuna della Reggina è che potrebbe averlo trovato.