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    Reggina: la meta non è lontana, la scommessa del cuore di Taibi

    Nell’estate 2022 della Reggina c’è un protagonista inatteso, in mezzo agli sviluppi impronosticabili. Nel senso che, nel bel mezzo di una crisi societaria per un club calcistico, ci si aspetta che a risolverla non sia certo il direttore sportivo.

    Scoperchiando il caso Reggina delle ultime settimane, pezzo dopo pezzo, sta venendo fuori un intreccio che svela la primaria importanza di Massimo Taibi negli sviluppi delle cose. Non era un dato scontato e lo era ancor di meno se si considera che, attorno alla sua Modena (Dove vive da tempo), almeno tre società gli avevano strizzato l’occhio.

    Forse, se non fosse successo quello che è accaduto, ci avrebbe anche pensato, immaginando che il suo ciclo a Reggio fosse finito. Con la Reggina in bilico, però, non se l’è sentita, soprattutto forse ricordando quanto successe ventuno anni fa. Quell’addio interpretato in miliardi di modi, ma che era originato di cause di forza maggiore personali.

    Stavolta no. Stavolta ha scelto di restare fino alla fine (Si fa per dire, auspicabilmente) e oggi è la cronaca a riconoscerne l’importanza nell’ambito di quanto sta accadendo attorno alla Reggina. Si va dalla ricerca di investitori ad acquirenti, alla supervisione delle trattative passando per l’ultimo decisivo compito che gli spetta.

    Negli ultimi due o tre giorni e a proposito del lavoro incessante del ds, è stata determinante la sua azione nella prospettiva di abbassare sensibilmente i costi di gestione della rosa della prossima stagione con riferimento ai calciatori già sotto contratto. . E in questo caso, considerato il rapporto con i procuratori del club che poteva essere non bellissimo visti gli arbitrati, c’è da credere che la sua credibilità possa aver giocato un ruolo determinante.

    A questa fase  ci arriva con la forza di chi, negli ultimi quattro anni, non ha sbagliato una stagione.  Lo dicono i risultati, rapportati al budget messo in campo,  Per tante operazioni non corrette, ci sono molte più scelte giuste. A maggior ragione se si considera che i risultati sono arrivati nell’ambito di una gestione societaria generosa inizialmente, ma ma rivedibile sul piano organizzativo e difficile anche sotto il profilo economico nell’ultima stagione.

    La meta non è lontana come prima e se dovesse essere conquistata l’impresa  avrebbe in Taibi un protagonista ancora più decisivo di quanto non sia stato da portiere nella prima salvezza in Serie A.