“Non c’è nessun problema, la maggior parte del debito è con l’erario e, ottenuta la rateizzazione del pagamento
dei contributi, basta rispettare le scadenze. La società non ha esposizioni con le banche, che mi danno fastidio come la sedia del dentista”.
Lo ha detto in un’intervista rilasciata a Forza Reggina il patron amaranto Luca Gallo, pubblicata nell’ultimo numero e ricevuta poco prima che arrivasse la sua inibizione.
E sul mancato pagamento del 16 febbraio, quando era stato colto da un malore. “Non c’è – ha spiegato – un passaggio, una spesa, anche la più irrisoria, nelle mie aziende, che non venga autorizzato da me Così come è stato per il mancato versamento dei contributi, sono stato impossibilitato ad intervenire, ma non c’era e non ci sarà nessuno che avrebbe potuto farlo al posto mio”.
E sulla scelta di puntare in B sui “nomi”. “Bisogna – ha proseguito il patron – rapportare le scelte a quel periodo, poi il Covid ha letteralmente stravolto tutto, maciullato la mia attività. Mi sono chiesto se fosse meglio puntare sulla voglia di riscatto che avevano fatto carriera in Serie A oppure su giovani che vogliono emergere. Vista l’esperienza con Denis e Reginaldo quando siamo saliti in Serie B, ho pensato che la prima fosse la strategia vincente”.
“Cercheremo – ha detto sul futuro – giovani talenti che abbiano forza ed entusiasmo e che consentano di patrimonializzare la società e abbiamo cominciato con Rivas e Giraudo”.
E sulla penalizzazione: “Invece di pensare ai due punti, perché non guardate come si è capovolta la geografia calcistica della Calabria?! Vi ricordate, tre anni fa, quando l’ho presa, che la Reggina era l’ultima della squadre calabresi, vituperata da tutti,ora invece è la prima!”






