“Dopo 12 partite, essere nella posizione in cui siamo l”avrebbero firmato tutti. Forse ci manca qualche punto per quanto espresso, però per come stiamo lavorando e per l’entusiasmo che c’è in città ci fa molto piacere essere dove siamo. Dopo un terzo di campionato è una grande soddisfazione”.
Ha parlato così Alfredo Aglietti ai microfoni di Vai Reggina su Reggina Tv. Gli amaranto contano sul collettivo, ma il tecnico non fa mistero che ci siano calciatori che all’interno del gruppo hanno una rilevanza diversa.
“Il leader, per quello che ci riguarda, deve essere il gioco, l’organizzazione e il modo di essere squadra. A turno, in questo meccanismo, ci sono dei calciatori con grandi qualità tecniche che riescono a regalarsi una giornata di gloria. Il personalismo dobbiamo metterlo da parte. Abbiamo anche personalità importanti, che stanno anche giocando poco come Denis, ma che si fanno sentire ma quando devono”.
Aglietti è tornato a Reggio dopo venticinque anni, inevitabile notare delle differenze. “Non vorrei creare turbolenze. In quel periodo lì la Reggina era in una fase difficile a livello sportivo. C’era stata tanta Serie C. In Serie A non si era mai stati, c’era un attaccamento morboso alla squadra. Chiaramente c’è tuttora, però nel frattempo ci sono stati campionati importanti di massima serie Forse ci siamo fatti la bocca buona a giocare con Juventus, Inter e Milan. Ha portato a vedere con cattivo occhio un pareggio a Pordenone. Questo è il secondo anno di Serie B dopo le difficoltà degli anni scorsi, serve pazienza. Le cose stanno andando bene, ma dobbiamo essere bravi ad avere l’equilibrio giusto”.





