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    Reggina, Baroni e quella dichiarazione a febbraio: cosa è cambiato?

    “La mia scelta è stata fatta un po’ di tempo fa. Sono venuto qui con grandi motivazioni, sapendo che sono in una piazza affascinante ed importante. Mi piacerebbe vedere lo stadio pieno. L’ho visto da avversario e vorrei vederlo da questa panchina”.

    Era il 27 febbraio e la Reggina cominciava a dare segnali del fatto che non avrebbe avuto problemi nell’uscire dai discorsi salvezza e questa era la risposta che Marco Baroni quando gli si chiedeva se ci fossero i presupposti per un rinnovo.

    Si sapeva che il Granillo pieno non sarebbe stato visibile prima della stagione 2020-2021.

    Parole che lasciavano intendere come la prosecuzione del rapporto potesse essere quasi una formalità.  I fatti hanno sottolineato come così non è stato e pertanto viene automatico domandarsi cosa abbia cambiato le carte in tavola

    Viene da immaginare che l’exploit statistico maturato, a conti fatti, alla fine del campionato, potrebbe aver messo l’allenatore nelle condizioni di poter scegliere eventuali altre destinazioni. E a quel punto qualche opportunità potrebbe essergli sembrata quantomeno valutabile.   E non era forse detto che se la Reggina avesse avuto pazienza che, alla fine, l’allenatore non avrebbe anche scelto di proseguire in amaranto, ma al club non sarebbe certo andato a genio di potersi sentie la ruota di scorta di qualcuno.  È il momento di guardare avanti.