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    Sanità, Siclari (FI): “Il Governo si impegna a destinare risorse”

    « Il Governo dovrà rivedere lo strumento del commissariamento che ha causato maggiori danni al sistema sanitario calabrese, dovrà sbloccare il turn over, consentendo il maggior accesso alla professione medica già a partire dalle scuole di specializzazione, dovrà fornire maggiore assistenza sanitaria ai malati più gravi, una sanità meno cara per i giovani e per gli anziani, stanziare più risorse per il sistema salute ed in particolare consentire la possibilità che medici ed operatori sanitari sia meglio pagati se decidono di svolgere il proprio lavoro in Calabria, contribuendo ad elevare l’assistenza sanitaria. Sono riuscito, dopo diversi incontri con Viceministro e Ministro alla Salute, a far approvare dal Governo tutti i capisaldi del mio impegno parlamentare per la sanità calabrese».

    Arrivano segnali positivi dopo il lungo impegno del senatore forzista Marco Siclari, infatti, nella seduta di ieri 12 Novembre 2019, la Commissione Igiene e Sanità del Senato della repubblica ha accolto gli ordini del giorno proposti da Siclari. Punti che impegnano il governo a dare alla luce una vera e propria rivoluzione del servizio sanitario nazionale e di quello regionale calabrese.

    In particolare il Governo è stato onerato dei seguenti impegni:

    1. per le patologie più gravi ed invalidanti, specialmente quelle motorie, neurologiche, cardiache ed oncologiche di introdurre, nel nuovo Patto per la Salute, di introdurre l’obbligo a carico delle Regioni di prevedere idonee procedure che garantiscano la “continuità assistenziale” del malato in relazione alla patologia, associando al regime di ricovero ordinario, l’assistenza domiciliare, il supporto ed il sostegno psicologico per i malati terminali e tutte quelle prestazioni che migliorino le condizioni generali di cura e che diano dignità al fine vita.
    2. di prevedere l’esenzione dal ticket sanitario per i minori fino al quattordicesimo anno di età e per tutti i pensionati, ciò al fine di incentivare e migliorare l’accesso alle cure sanitarie ed accurate campagne di prevenzione per le fasce deboli della cittadinanza, minori ed anziani e ad introdurre, quali prestazione a carico del S.S.N., le protesi dentarie per i pensionati con bassi livelli reddituali, nonché degli ausili e delle protesi per i soggetti disabili che vogliamo svolgere attività fisica e sportiva.
    3. a valutare la possibilità di rivedere il regolamento che disciplina il commissariamento della sanità nelle regioni, eliminando il blocco del turn over fino a coprire le carenze organiche delle strutture ospedaliere e prevedendo un fondo da utilizzare per la straordinaria manutenzione e l’acquisto di nuova strumentazione, di nuova tecnologia e di nuovi farmaci.
    4. a valutare la possibilità di prevedere nuove e maggiori risorse per innalzare la remunerazione dei medici e di tutto il personale sanitario che opera in Calabria, nel quadro di una complessiva revisione a livello nazionale.
    5. a valutare la possibilità di adottare disposizioni volte a sbloccare il turn over per assumere i medici, gli infermieri e gli operatori tecnici e sanitari che mancano secondo il fabbisogno salute del Paese e a regolamentare l’ingresso nelle scuole di specializzazione prevedendo un maggiore numero di specializzandi e aumentando il numero degli iscritti nelle facoltà di Medicina e Chirurgia.
    6. a valutare la possibilità di aumentare il finanziamento al Fondo Sanitario di almeno 10 mld di euro per coprire l’aumento del costo dei medicinali, della strumentazione sanitaria, della nuova tecnologia, per prevedere l’aumento degli stipendi dei medici e degli operatori sanitari, per mettere a norma le strutture ospedaliere e gli ambienti sanitari pubblici dove si registrano emergenze legate a problemi strutturali e logistici ed addirittura, in taluni casi, vere e proprie mancanze e/o carenze di strutture ospedaliere, per dare attuazione a molte leggi in materia sanitaria che sono bloccate per carenza di risorse, per legiferare per colmare le carenze assistenziali, per sbloccare il turn over ed avviare nuove assunzioni per medici, infermieri, amministrativi e personale tecnico-sanitario, reperendo le risorse dalle economie ricavate dal reddito di cittadinanza, dalla razionalizzazione dello stesso reddito di cittadinanza ovvero dalla sua eliminazione, nonché dagli sprechi in sanità che sono quantificati, secondo la relazione della Corte dei Conti, in oltre 20 miliardi di euro l’anno;
    7. a valutare la possibilità di inserire un vincolo che riguarda la destinazione delle risorse al Fondo Sanitario calcolato sul PIL. Il vincolo da introdurre obbliga lo Stato a destinare «risorse economiche» non inferiori al vincolo di spesa prestabilito rispetto al PIL. Per esempio il Fondo Sanitario non deve essere inferiore all’attuale 6,8% sul PIL, che invece rappresenta, oggi, il limite massimo di finanziamento alla spesa sanitaria.

    «Finalmente è stato fatto un primo passo che segna grande attenzione politica verso l’assistenza sanitaria delle regioni più deboli e della Calabria», ha concluso il senatore azzurro.