La Reggina inciampa per la seconda settimana consecutiva, ancora con una grande del campionato, ancora una volta mostrando difficoltà evidenti al cospetto di compagini più attrezzate dal punto di vista tecnico e più strutturate sul piano fisico. La squadra sembra aver smarrito brillantezza e capacità di gioco, da capire quanto abbiano potuto incidere gli impegni molto ravvicinati, con un organico non al completo e, come detto, contro formazioni decisamente più forti. Insieme a questo le difficoltà mostrate anche dal suo capitano, il giocatore che fino alla gara di Pagani aveva invece trascinato squadra e compagni a suon di grandi giocate e prestazioni sempre molto sopra la media. Braglia lo ha ingabbiato chiedendo ai suoi attaccanti pressione sull’unico giocatore in grado di costruire gioco ed in seconda battuta applicando una marcatura a uomo con il centrocampista Loviso, a Trapani è stata più semplicemente una giornata storta del numero dieci amaranto, mai in partita, spesso in difficoltà e protagonista di errori tecnici che raramente gli abbiamo visto fare in questo anno e mezzo con la maglia della Reggina. Da due suoi passaggi sbagliati sono nate le prime due marcature, più evidente e clamoroso il primo, ma è anche prevedibile che il calciatore possa concedersi qualche partita in cui la lucidità viene meno, soprattutto di fronte ad avversari di livello. Il dato che invece preoccupa riguarda la dipendenza della Reggina dal suo capitano, non può essere una coincidenza il fatto che nelle due partite in cui De Francesco ha ridotto il proprio rendimento, gli amaranto hanno giocato le peggiori partite, subendo quattro reti senza riuscire a farne neppure una. Chiaro che, come dicevamo nel dopo Cosenza, a mister Maurizi il compito di trovare soluzioni alternative, atrimenti per gli avversari diventerebbe davvero gioco facile fermare un solo uomo, limitando una intera squadra.





