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Reggina, Praticò-Martino è finita. Ma tutto poteva essere gestito diversamente

8 Giugno 2017
in SEZIONI, Sport
Tempo di lettura: 2 minuti
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Amore finito. Lo scorso anno di questi tempi i due uomini con il “baffo” camminavano a braccetto, senza fare distinzione fra giorno e notte, lavorando intensamente per regalare alla città di Reggio ed alla Reggina il professionismo. Un percorso faticoso, pieno di ansie e difficoltà, che si è riusciti a concretizzarlo il 4 di agosto del 2016, giorno in cui è stato decretato ufficialmente il ripescaggio della squadra amaranto in Lega Pro. Con il presidente Praticò che, insieme ai suoi soci, si affannava a reperire i fondi necessari da mettere a disposizione del DG Martino nel tentativo di costruire una squadra in pochissimi giorni, ma soprattutto gli consegnava totale fiducia nelle scelte del tecnico e dei calciatori. Il percorso lo si conosce come anche il finale di stagione, salvezza ottenuta con una giornata di anticipo, e dichiarazioni del tipo “il merito di questo risultato, oltre che dell’allenatore e dei giocatori è soprattutto di Gabriele Martino”, rilasciate dalla società qualche giorno dopo, rimangono agli atti. Per questo motivo è sembrata quantomeno sorprendente la decisione di intraprendere un nuovo cammino e separare le strade tra la proprietà ed il responsabile dell’area tecnica. Le motivazioni? Né da un lato, né dall’altro è stato possibile ascoltarle, certamente le si possono immaginare. La sconfitta di Vibo e le dichiarazioni post gara di Martino, allora non comprese completamente, hanno certamente segnato l’inizio di una diversità di vedute tra le parti. Quando a quel tempo il DG aveva invitato la società a rivedere la posizione contrattuale di alcuni calciatori, nel tentativo di renderla patrimonio anche per la stagione successiva, mentre per il presidente Praticò i tempi per un passo del genere, non erano ancora maturi. I confronti e le discussioni sono state una costante, nulla, però, ha mai lasciato presagire ad una possibile rottura. Rapporti consolidati, amicizia datata e stima reciproca. Le posizioni hanno fatto la differenza e soprattutto le dichiarazioni. Profilo bassissimo da parte del massimo dirigente, prudenza massima, ambizioni sempre contenute. Voglia di serie B nel giro di qualche anno, desiderio di alzare l’asticella da subito, alimentare l’entusiasmo dei tifosi manifestatosi per esempio in occasione dell’ultima gara di campionato e la conferma del tecnico Zeman per Gabriele Martino. Modi di pensare diversi, ma con la possibilità di trovare un punto d’incontro, almeno apparentemente, poi il raffreddarsi dei rapporti, fino al gelo assoluto e la rottura. Fermo restando che situazioni di questa natura nel mondo del calcio se ne vedono quotidianamente e che assolutamente legittima è la scelta di voler cambiare, in virtù di tutto quello che sappiamo riguardo i rapporti personali tra le parti, la prima cosa che ci si chiede perché sia stato così difficile trovarsi a confronto ed esprimere chiarezza nelle intenzioni? Perché prima di andare alla ricerca di una nuova figura alla quale consegnare la responsabilità tecnica, si è deciso di interrompere le comunicazioni, continue e costanti fino a qualche settimana prima? Perché il DG nonostante indicazioni diverse arrivassero dalla società, ha insistito su ambizioni diverse? I motivi veri sono solo le parti in causa a conoscerli e non sarebbe male che a breve venissero esposti. Di sicuro, proprio per quanto ribadito riguardo i rapporti soprattutto di amicizia tra il presidente Praticò e l’ex DG Martino, riteniamo che la vicenda poteva essere gestita in maniera diversa.

M.F.

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