di Giuseppe Calabrò – E’ il locrese Maurizio Cavallo, 48 anni, il nuovo allenatore del Gallico Catona che subentra al dimissionarioAntonello Faraone. E’ il sesto allenatore ( Casciano, Franceschini, De Leo, Ripepi, Faraone) in quattro anni di Eccellenza del Gallico Catona.Cavallo è stato in passato un ottimo centrocampista , ha giocato in serie A con il Lecce, compagno di squadra di Antonio Conte, nel Bologna,con il Siena e la Nocerina.Ha iniziato ad allenare nel 2003 con il Locri in Eccellenza, poi ha allenato la Scillese, il Bocale, il Siderno.Gallico Catona che risolve il rebus allenatore e intende subito risalire la china in graduatoria dopo un avviodi stagione tumultuoso e avaro di soddisfazioni.Cavallo inizierà lavorare sin da domani, avrà il compito di motivare una compagine sul piano mentale e sulla condizione atletica. Soli due mesi di collaborazione con Antonello Faraone, un “ feeling” mai sortocon l’ambiente, forse poca fiducia fra le parti. A Cittanova con Cavallo si cambierà atteggiamento tattico o si continuerà sempre con il modulo 4-3-3 ?Si attende adesso la reazione dei giocatori chiamati e sollecitati a dare il meglio di se stessi.Magro il bottino delle “ quatrro giornate” ( eliminati anche al primo turno della Coppa Italia) , soli tre punti, otto reti subite, tre realizzate.Leo Gatto ( parecchie volte decisivo su “ palle inattive” ) e Marco Cormaci i giocatori più talentuosi, che hanno fatto sempre bene negli ultimi quattro anni, si vogliono più motivati e vogliosi di far bene.A Cittanova sin dal primo munto giocherà il difensore Peppe Calarco, mentre si vuole al top il “ metronomo” Andrea Penna e il laterale Tonino Cormaci.Dubbi per chi giocherà fra i pali. Si giocherà con il “ fuori quota” Propato sin dall’inizio ?In attacco si giocherà con le due punte Roberto Nicolazzo e l’iberico quintana? Gallico Catona che deve invertire la tendenza negativa ? C’è tutto il tempo per recuperarepunti e posizioni in graduatoria, ma bisogna ritrovare tranquillità, serenità , unità d’intenti.A questo punto non ci sono più alibi.






