Una cartolina da mandare a quanti rendono altre partite un incubo per l’ordine pubblico. La rivalità tra Reggina e Cosenza è storica.Per nessuna delle due vale, rispettivamente, quelel contro Messina e Catanzaro, ma è collocabile al secondo posto nelle gerarchia delle partite più sentite.Ma sugli spalti è stato vero derby. Peccato per la cornice di pubblico limitata a cinquemila persone per ragioni di agibilità dello Stadio Granillo, ma chi c’è stato si è fatto sentire.Da un lato i trecentocinquanta sostenitori del Cosenza che, pur non in grande numero, hanno sostenuto i lupi con un tifo compatto, a suon di cori “old style” ma comunque d’impatto ed efficaci.Sensibile anche l’apporto della Curva Sud dello Stadio Oreste Granillo che ha ritrovato la compattezza dei tempi migliori. Si è rinnovato anche il solito momento in cui, a fine partita, la squadra si è recata sotto il settore degli ultras a scandire in coro il canto: “Amaranto alè”(Vedi qui il video)Presenti, inoltre, in tribuna est oltre cento emigrati, attualmente ospitati presso lo Scatolone. Un ulteriore atto di solidarietà messo in mostra da un derby che si è compattato nel ricordo di Gigi Marulla (leggi qui).





