di Valter Leone – La differenza la fa il solito Cosenza cinico e spietato. E poi gli ottomila che hanno colorato il San Vito di rossoblu. E ancora il 4 a 1 dell’andata che, nonostante le preoccupazioni di Roselli alla vigilia, avevano chiuso in cassaforte il Cosenza. Un trionfo. I Lupi abbracciano la storia vincendo per la prima volta il trofeo, fortemente voluto dal presidente Guarascio e da tutta la squadra. Con Roselli in testa, il quale pur di sacrificare qualche calciatore (farà rumore la tribuna di Fornito) ha centrato l’obiettivo. Ma del futuro si comincerà a parlare nei prossimi giorni, perché questa è la sera della festa.Il Como ci prova timidamente a cercare giocare una partita che lo potesse portare a una clamorosa rimonta. Ma lì davanti non punge, nonostante la superiorità. Che nella fase centrale della partita imprime una netta accelerata. Ma porta soltanto tre calci d’angolo. E proprio sul terzo tiro di fila dalla bandierina, viene fuori l’arma letale del Cosenza di Roselli: il contropiede. Statella palla al piede si invola verso la porta lariana, schiacciante superiorità numerica; assist per De Angelis il quale appoggi a Ciancio. Apoteosi. La festa prende il via e accompagnerà il Cosenza fino al trionfo, perché nel secondo tempo non succede praticamente nulla.COSENZA 1COMO 0MARCATORE Ciancio al 33′ p.t.COSENZA (4-4-2) Saracco; Corsi, Tedeschi(dal 40′ s.t. Blondett), Carrieri (dal 44′ s.t. Magli), Ciancio; Criaco, Arrigoni, Caccetta, Statella; Cesca, De Angelis (dal 16′ s.t. Calderini). In panchina: Ravaglia, Zanini, Tortolano, Cori. Allenatore: RoselliCOMO (4-1-4-1) Falcone; Ambrosini, Lebran, Giosa, Fautario; Fietta (dal 25′ s.t. Cristiani); Rolando (dal 14′ s.t. Casoli), Castiglia, Berardocco, Ganz (dal 23′ s.t. Defendi); De Sousa. (Crispino, Marchi, Maritato, Le Noci). All. SabatiniARBITRO Di Ruberto di Nocera Inferiore.NOTE paganti 7.730, incasso di 81.135 euro. Ammoniti Ganz, Carrieri, Giosa, Cesca. Angoli 3-10.






