di Pasquale De Marte – Va come si pensava sarebbe andata, o forse anche meglio. Le storie sono fatte per essere raccontate e difficilmente narrano di Davide che vince contro Golia.La Salernitana, come da pronostico, si impone sulla Reggina per 2-1 e continua la sua rincorsa alla vittoria del campionato. Gli amaranto passano in vantaggio, ma poi si inchinano ad un avversario di tasso tecnico maggiore e che può contare su singoli che possono fare la differenza, anche quando il collettivo non sembra in grande giornata.Sugli spalti va in scena lo spettacolo che solo il gemellaggio tra le due tifoserie può offrire unitamente al gradevole colpo d’occhio dello stadio che regala una platea che centra poco con la Lega Pro.I tre punti di penalizzazione ricevuti il giorno prima e la consistenza dell’avversario potevano autorizzare ad una Reggina destinata ad andare in campo solo per onor di firma. Come se non bastassero le assenze che obbligano Alberti a schierare Ammirati titolare sull’out di destra nel 5-3-2.All’Arechi, invece, c’è una squadra che per almeno venti minuti mette alle corde l’altra collezionando ghiotte occasioni da rete. Uno scenario abbondantemente previsto, peccato però che granata ed amaranto si scambiano i ruoli.Gli ospiti sfruttano la velocità di Insigne e Viola per mettere in difficoltà la difesa campana, dove gli interpreti hanno visibilmente un passo meno brillante rispetto agli sguscianti attaccanti amaranto.Si fatica a ricordare che quella formazione in maglia bianca è nettamente il fanalino di coda del campionato e per altro deve fare i conti con ben otto uomini indisponibili.Si ferma a un passo dalla rete il primo tentativo verso la porta difesa campana: Insigne se ne va sulla sinistra e mette in mezzo un pallone che Viola dovrebbe solo spingere in rete, ma l’attaccante di Taurianova cincischia e si fa intercettare da Trevisan che, qualche minuto dopo, rischia l’autorete mandando in corner un pericolosissimo tiro-cross del “fratello d’arte”.Ma è proprio il bomber amaranto a illudere la Reggina: ancora una volta è protagonista l’ex difensore del Pisa che buca un’intervento, Insigne scappa via in solitudine e davanti al portiere non sbaglia.E’ il 28′ e gli amaranto non solo sono in vantaggio, ma sembrano addirittura padroni del gioco. A tratti la differenza in classifica tra le due formazioni sembra inspiegabile, ma a chiarire le idee a chi stesse guardando la partita senza conoscere le due situazioni ci pensano i singoli di Menichini.Al 31′ Moro si inventa una conclusione di controbalzo dal limite che non lascia scampo a Kovacsik, mentre al 37′ è un destro di Negro da dentro l’area di rigore a riportare sulla Terra la saquadra ospite.Sono due giocate che indirizzano la partita nel modo più logico, quello che conduce i tre punti nella direzione campana. Neanche gli innesti di Di Michele, Balistreri e Masini donano, nella ripresa, la propulsione che la Reggina necessiterebbe per andare a prendersi un risultato positivo che avrebbe potuto invertire il trend di negatività inaugurato dal cumulo di penalizzazioni di neanche ventiquattro ore prima.La nota dolente della giornata è l’espulsione di Cirillo per doppia ammonizione che sarà costretto a saltare il fondamentale scontro diretto contro l’Ischia al Granillo.Sarà l’ultima chiamata per gli amaranto.SALERNITANA-REGGINA 2-1Marcatori: 28′ Insigne, 31′ Moro, 36′ NegroSALERNITANA (4-3-1-2): Gori; Colombo, Tuia, Trevisan, Bocchetti; Moro, Pestrin, Favasuli (68′ Bovo); Calil (65′ Gabionetta); Cristea (88′ Mendicino), Negro.a disp.: Russo, Penta, Tagliavacche, PerrulliAll.: MenichiniREGGINA (5-3-2)Kovacsik; Ammirati (71′ Balistreri), Ungaro, Di Lorenzo, Cirillo,Benedetti; Salandria, Armellino, Maimone (80′ Masini); Viola (58′ Di Michele), Insignea disp.: Cetrangolo, Karagounis, Mazzone, Scionti.All.: AlbertiARBITRO: Di Martino di TeramoAMMONITI: Trevisan, Pestrin (S), Ammirati, Armellino, Cirillo (R)ESPULSI: al 90′ Cirillo per doppia ammonizione






