di Pasquale De Marte – Orlando trova il jolly e risolve una partita dominata dagli amaranto. Delusione per i 10.000 del Granillo
Manna dal cielo. Sono i tre punti che il Messina, ancora un cantiere aperto, si intasca e si porta a casa nel derby dello Stretto. E’ festa per i settecento tifosi siciliani che hanno oltrepassato lo Stretto.
La Reggina dimostra di essere superiore in lungo in largo e subisce una sconfitta che rischia, sul piano del morale, di condizionare il prosieguo della stagione, senza averla meritata.
La squadra di Cozza domina la sfida, non capitalizza la supremazia territoriale e vede scivolarsi via una partita in maniera incredibile nella ripresa.
E la dura legge del calcio e spesso fa male, soprattutto in un derby che hai giocato per bene per almeno sessanta-settanta minuri.
In avvio, gli amaranto danno l’impressione di subire di più le pressioni della vigilia nella prima parte del match e il Messina sembra avere un impatto migliore sulla sfida.
Il 3-5-2 di Grassadonia cela una difesa a cinque e una squadra che predilige fare densità al centro, per poi allargare il gioco preferibilmente su Donnarumma pronto a cercare l’uno contro uno con Aquino.-
La manovra giallorossa non è comunque irresistibile e la Reggina non fa troppa fatica a contenere l’incoraggiante partenza ospite. L’unico rimpianto, per i siciliani, arriva sugli sviluppi di un corner e Silvestri, smarcatosi in area, di testa non trova la porta per la disperazione dei settecento sostenitori peloritani.
Il clima, sugli spalti, è soprattutto di festa. Gli unici elementi, almeno a partita in corso, che ricordano che si tratta di una partita ad elevato rischio per l’ordine pubblico derivano dai mortaretti sparati nel settore dei tifosi del Messina.
I minuti passano e la Reggina si scrolla di dosso ansie e paure. Armellino, Rizzo e Dall’Oglio assumono le redini del gioco e la formazione di Cozza inizia a macinare gioco, dovendosi rammaricare per almeno due grosse opportunità.
E’ il capocannoniere del campionato a sprecarle: Insigne allarga troppo l’esterno mancino a tu per tu con Lagomarsini e, qualche minuto dopo, dopo aver aggirato il portiere peloritano non riesce a trovare la porta sguarnita.
Il Messina si difende come può, in fase offensiva si affida all’estro di Vincenzo Pepe e nella prima frazione combina poco altro.
Nella ripresa la Reggina spreca la palla del vantaggio quando Di Michele, di testa, liberato da uno schema su un calcio piazzato di Dall’Oglio conclude debolmente tra le braccia di Lagomarsini.
Il portiere si erge a grande protagonista su un diagonale di Armellino e spiana la strada al clamoroso vantaggio ospite.
La Reggina, cala a centrocampo, e paga in difesa. Al 78′ Damonte punta Aquino che abbocca ad una finta abbastanza prevedibile e crossa per Orlando che regala il generoso vantaggio ai siciliani.
Gli amaranto si fanno prendere dallo scoramento e non riescono a cambiare passo nel tentativo di trovare il vantaggio. La ricerca del fraseggio sottolinea l’ottima filosofia di gioco, ma diventa stucchevole nei minuti di recupero.
Il pubblico, al triplice fischio finale, applaude ugualmente la squadra. Segno che perdere un derby fa male, ma bisogna anche capire come le cose maturano.
Rosica il Granillo. E’ nella natura delle cose che sia così e questo farà godere ancora di più l’avversario.





