Non c’è più tempo per le emozioni. No, non più. Adesso è tempo della commozione. Tanta, tanta commozione. Catanzaro si bagna di lacrime di gioia. Si, Catanzaro è campione d’Italia. Campione d’Italia. Campione d’Italia. Campione d’Italia. Quattro volte, tre con gli uomini e una con le donne. Catanzaro Beach Soccer regala ancora questa gioia ai tre colli. Evidentemente, lo scudetto e la voglia di primeggiare, è nel dna di questa società pazzesca che merita una standing ovation. Vavalà e i suoi vincono ancora. Ma oggi lo fanno in tenuta rosa. Lo fanno col gentil sesso, con la bellezza, con lo stile e l’eleganza. E tutto questo è commovente per davvero. Perché a volte la realtà supera la fantasia. Perché a volte i sogni li vivi con gli occhi aperti. “Hanno vinto i poveri”, diranno i bagnanti di Montalto di Castro a fine partita. “Ma hanno vinto – proseguono – perché hanno un cuore pazzesco, una voglia infinita, una passione diversa dal comune. Abbiamo tifato per voi – ci tengono a precisare una ventina di persone a fine gara – perché da subito si è capito che attorno a voi girano poche lire ma tanta, tanta passione. Ci avete emozionato, regalateci una maglia”. E allora finisce così: finisce che le ragazze che alla prima partita arrivavano al campo e venivano schernite dagli addetti ai lavori, firmano autografi su pantaloncini e magliette su richiesta dei tifosi. “Catanzaro, tornate il prossimo anno. Vi aspettiamo. Siete tutte bellissime e fortissime”. In mezzo a tutto questo la favola del giorno: la finale. Il riscaldamento è un pozzo di paure: il beach stadium è pieno e l’ingresso in campo fa venire la tremarella. Poi, udite udite, c’è l’inno nazionale. Le nostre, in giallorosso, lo cantano a squarciagola e qualcuna piange. A squarciagola. Piangendo. Il pubblico lo vede si avvicina. Di più, e ancora di più. Poi è partita e Catanzaro decide di andare a vincere.





