di Michele Favano – In tenuta sportiva e super abbronzato. Si è presentato così Gianni Benedetto, al fianco del presidente della Viola Giusva Branca, entrambi con una puntualità svizzera. Una bella conferenza, partecipata, a tratti anche emozionante. Subito il massimo dirigente neroarancio, con un lungo discorso introduttivo. “Una conferenza stampa attesa da un po’ di tempo, ma non per questo sarà sminuita nei suoi contenuti, anzi tutt’altro. Un mese fa, circa, quando ancora non avevo il ruolo ufficiale che adesso mi onoro di ricoprire, Condello fra le tante cose sulle quali si discuteva mi disse: mi dai un tuo parere su quello che dovrà essere il nuovo allenatore. Risposi: sempre una figura che possa essere più di un allenatore, qualcuno con il quale si possa portare avanti un progetto di una certa portata. Quindi a mio avviso quella figura era rappresentata da Gianni Benedetto, consapevole, però, del fatto che lui sedeva sulla panca di Matera. Benedetto rappresentava il meglio riguardo i campionati silver. Gaetano mi sorrise e si mise in moto. Sembrava finita li la chiacchierata. Oggi Benedetto è qui. E con lui abbiamo già parlato di quello che la società vuole. L’operazione è stata complicata. I meriti sono del patron Muscolino ed in modo particolare di Gaetano Condello, determinato, preciso, equilibrato. Sono orgoglioso di lavorare al suo fianco. Secondo la Viola, Benedetto è il migliore allenatore esistente sulla piazza, per capacità, competenza, carisma. La sua risposta alle nostre proposte è stata immediata, come immediata la voglia di iniziare, tant’è che un minuto dopo il suo arrivo a Reggio Calabria, era già sui campi del centro sportivo. Oggi è un giorno importante per la Viola e per la città, da qui in avanti siamo convinti che nella cornice di quella “violità”, si possa iniziare quel progetto annunciato in occasione della conferenza stampa che ha ufficializzato il mio incarico. La parola passa al nuovo coach della Viola, al quale la società ha proposto un contratto biennale: “Scegliere Reggio non è stato facile. L’inseguimento della Viola nei miei confronti è di lunga durata, forse, però, oggi i tempi, anzi sicuramente, sono quelli giusti. Non ho scelto una società a caso, ma quella che mi ha inserito nel mondo del basket, mi ha fatto maturare, crescere. Voglio dare il mio contributo in maniera fattiva, concreta, tutt’altro che una scelta di comodo. Pasquale Favano mi ha consegnato la maglia della Viola con il nuovo logo, ma io in realtà quella maglia l’ho sempre avuta, è la mia pelle. Il progetto tecnico è preciso, non devo aggiungere altro, solo che la Viola deve tornare ad essere punto di riferimento per il basket in Calabria. Mi si dice che pretendo squadre forti per vincere, la verità, e scusate la presunzione, è che le squadre sono io a farle vincere anche quando non hanno le credenziali per farlo. Riuscirci nella mia città sarebbe qualcosa di speciale. Decisione difficile, dicevo, ma assolutamente convinta. In chiusura una richiesta voglio farla, non alla società, ma alla gente: entusiasmo, coinvolgimento, ritorno alla partecipazione del popolo nero arancio.





