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    Angolo franco: l’essenza della riggitanità

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    di Franco Arcidiaco –
    Cari amici strilloni scusate la lunga pausa, emulando il sommo poeta potrei dire che sono stato a sciacquare i miei panni in Calopinace, ma considerando le condizioni in cui è ridotto il letto del nostro mitico torrente avrei avuto ben poche possibilità di tornare con i panni lindi…Innanzitutto debbo fare outing: ho fatto una riggitanata doc!

    Dovete sapere che da qualche tempo, per colpa del mio amico Pietro Benedetti, vado in giro con la nuova 500 che, come tutte le macchine di ultima generazione, sembra fatta apposta per mandare in bestia i riggitaneddhi; è munita infatti di un fastidiosissimo cicalino che non si spegne fino a quando non ti sei infilato la cintura di sicurezza. L’altro giorno passo dal benzinaio e vedo esposto vicino alla cassa un aggeggio incredibile: il BIP STOP!!! Ho avuto una scarica di adrenalina incredibile, il riggitano che è in me ha cominciato a scuotersi violentemente e Mister Hyde ha avuto la meglio, l’ho comprato immediatamente e l’ho piazzato in macchina; si tratta semplicemente di una fibbia identica a quella della cintura di sicurezza che si infila nell’apposita fessura e fa tacere immediatamente il malefico cicalino: E’ PRATICAMENTE L’ESSENZA DELLA RIGGITANITA’!!!!

    Ma ora consentitemi di rivestire i panni del dr. Jeckyll e cercare di recuperare il terreno perduto; intanto vi informo che, democraticamente, i due loschi figuri che dominano le terre di Strill hanno deciso di cambiare il nome della mia rubrica da “Un consiglio comunale” a “L’angolo franco” ed hanno relegato il mio link nella periferia del sito, spero comunque che i miei quattro affezionati lettori riescano a trovarmi lo stesso. Da quando ci siamo sentiti l’ultima volta, era fine agosto, in città e in provincia sono successe parecchie cose, cerchiamo di riassumerle assieme così mi metto a pari col lavoro. Il leitmotiv è sicuramente la crisi economica, gli indici delle Borse internazionali hanno sostituito l’oroscopo tra le rubriche più seguite dai riggitaneddhi, l’andamento dei mercati si riflette immediatamente nelle casse dei bar cittadini, i cornetti e le trecce mignon furoreggiano e sta tramontando l’era del: “E’ pavatu sinnò ma sentu!”. Dal punto di vista dell’ordine pubblico non è cambiato praticamente niente, aspettiamo con fiducia gli effetti del decreto-sicurezza del sindaco Scopelliti (Nembo Peppe) e nel frattempo continuiamo a fare l’inventario delle macchine di pensionati e casalinghe che vengono bruciate, alla media di tre a notte, in città e provincia. Mai che a nessuno venga in mente di scoprire la vera identità (e di conseguenza la vera attività) di questi pensionati e casalinghe; i nostri bravi inquirenti si ostinano a non capire che va bene arrestare Ciccio Pakistan, ma io baratterei la sua libertà con la risoluzione di tutti i misteri degli incendi notturni reggini: ne vedremmo sicuramente delle belle ed allo stesso Ciccio Pakistan verrebbe a mancare il terreno di coltura delle sue nobili attività. Certo che se segnale di riscossa della legalità, deve essere considerata la rimozione del gazebo del Circolo Calcidese a piazza Sant’Agostino, allora siamo veramente alla frutta; dovete infatti sapere che lo scorso 10 settembre, con uno spiegamento di forze degno dello Sbarco in Normandia, le truppe del Feldmaresciallo Amedeo Canale e del Comandante in capo Alfredo Priolo hanno provveduto, con mirabile e fulminea azione evitando inutili spargimenti di sangue, a rimuovere l’odioso gazebo che costituiva un pericoloso esempio di presidio culturale del territorio e rischiava di mettere in cattiva luce le nobili attività svolte da altri chioschi in materia di vendita abusiva dei più disparati generi merceologici, occupazione selvaggia del suolo pubblico e disprezzo delle più elementari norme di igiene e sicurezza. Il gazebo del Circolo Calcidese era munito delle regolari autorizzazioni per svolgere le sue attività, tra le quali, quella di costituire un presidio di legalità in un’area a forte presenza di fenomeni di devianza; ora Piazza Sant’Agostino potrà di nuovo essere teatro della gesta dei vandali che potranno tranquillamente sradicare i lampioni, imbrattare la pavimentazione e molestare i passanti. Complimenti, è sicuramente un grande passo in direzione della legalità!

    Per quanto riguarda la politica dobbiamo segnalare l’attivismo dell’astro nascente di AN, il giovane Daniele Romeo, una sorta di Gasparri de noantri ; come se non fossero sufficienti, infatti, le periodiche incursioni sul nostro disgraziato territorio dell’ineffabile Maurizio (vero e proprio pierino della politica italiana), ci ritroviamo ora con un suo alter ego che ci delizia quasi quotidianamente con uscite strampalate e gaffe da avanspettacolo, crescerà anche lui e ce lo ritroveremo prima o poi alla guida di qualche assessorato. A livello regionale invece, a proposito di personaggi ineffabili, Vi segnaliamo l’exploit di Giacomo Mancini, quello che fino a qualche mese fa parlava del trasformismo come il peggior male della politica calabrese e ora, al canto delle sirene di Arcore, ha deciso di disperdere le ceneri del nonno tra i miasmi del centrodestra. Come vedete, per quanto riguarda il versante pubblico, non è stato il miglior settembre della nostra vita, io personalmente l’ho alleviato con un viaggio in Germania e così mi sono perso i giochi di guerra sul lungomare e nelle acque dello Stretto, e la gigantografia con la pubblicità della Madonna all’ingresso dell’aeroporto, argomenti sui quali mi astengo dal soffermarmi per evitare che Giusva e Raffaele mi sprofondino ulteriormente nei bassifondi di Strill.

    Franco Arcidiaco