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    Un consiglio…comunale

    rubriche.jpgRUBRICA DI SOPRAVVIVENZA URBANA E DI CONSIGLI AL MANOVRATORE

    di Franco Arcidiaco
    Ho trovato veramente encomiabile l’iniziativa del sindaco Scopelliti che ha portato in Piazza Camagna, novella Agorà, gli assessori della sua giunta a rendere conto alla cittadinanza del loro operato.
    Sono state serate d’interessante e proficuo dibattito tra i politici e i cittadini, invero non numerosi, intervenuti.


    Ho proposto agli amici di Strill, unica vera grande novità nell’asfittico panorama dell’informazione reggina, di mutuare l’iniziativa del sindaco trasferendola dal pavé di Piazza Camagna alle pagine del loro sito. Nasce così questa rubrica, per ora settimanale, denominata ironicamente “Un consiglio…comunale”, nella quale saranno trattate, con pieno spirito costruttivo e collaborativo, problematiche inerenti la vita civile della nostra città.
    Chi mi conosce sa bene come la penso: la nostra città è abitata in larga parte da trogloditi, che disconoscono le più elementari regole della convivenza civile e ritengono la cosa pubblica nient’altro che una risorsa personale da sfruttare a proprio piacimento e da mandare in malora per la parte non ritenuta interessante.
    Basta fare un giro per le strade della città per rendersi conto che la buona volontà della pubblica amministrazione poco o nulla può contro questo stato di cose.
    Intervenendo nel dibattito che ha anticipato le conclusioni del sindaco, in un una delle serate clou, quella dedicata alla politica culturale presenti gli assessori Antonella Freno ed Enzo Sidari, ho invitato pubblicamente il sindaco ad affiancare alla politica delle grandi opere, quella della custodia e della manutenzione delle opere già realizzate.
    Fa male al cuore, per esempio, vedere in che condizioni è ridotta la ritrovata Piazza Castello, sporcizia, erbacce, merde di cane, graffiti (si fa per dire) finanche sulle mura del castello, per non parlare di alcuni errori di progettazione che hanno reso i sentieri pedonali piste di cross ed hanno collocato le prese dell’alta tensione ad altezza di bambino; non fosse per la presenza del “difensore civico” Franco Cogliandro, che è sempre pronto a uscire dalla sua edicola-libreria per cercare di limitare l’azione dei vandali, oggi Piazza Castello sarebbe terra di nessuno.
    Non ho alcuna esitazione ad ammettere che il problema dell’ordinaria manutenzione e del contenimento del degrado, ha afflitto anche l’amministrazione del mai troppo rimpianto Italo Falcomatà, ma non voglio credere che non esista una soluzione, esclusa quella del compimento del processo di civilizzazione dei reggini, che è missione impossibile…
    Anni addietro un fantasioso ed eclettico sindaco calabrese di centrodestra, il mio amico Mario Caligiuri di Soveria Mannelli, s’inventò l’”Assessorato al dissolvimento dell’ovvio” affidandolo all’intellettuale di destra (specie in via d’estinzione, tipo panda) Giordano Bruno Guerri; oggi il nostro sindaco Scopelliti potrebbe tentare di “fare qualcosa di destra”, istituendo l’“Assessorato al contenimento del degrado”, affidandolo a qualche battagliero ed onesto militante del suo schieramento (mi viene in mente per esempio Renato Meduri) che, pur non arrivando agli eccessi del mitico Santo Amaddeo che negli anni ‘60 si appostava in prossimità dei giardini per schiaffeggiare personalmente i vandali che sporcavano e calpestavano le aiuole, potrebbe avviare l’opera titanica di recupero civile della nostra beneamata città.