
di Eleonora Scrivo – “Ho quarant’anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle”, inizia così una bella e “arrabbiatissima” canzone dei Modena City Ramblers, che, oggi, all’ingresso
ufficiale negli anta, mi canticchio in mente.
Anch’io, a dispetto di una dieta sana, di uno stile di vita tutto sommato corretto e della cintura verde di Karate, faccio i conti con qualche dolorino, una cistifellea che reclama attenzioni e l’insonnia che, di tanto in tanto, viene a farmi compagnia.
Quanto alle guerre cui allude la canzone, da pacifista convinta le avrei evitate tutte, ma spesso, per puro caso, si abita proprio al confine di una terra contesa, si occupa un sogno molto affollato o, più semplicemente, si pensa di poter vivere in un paese normale e allora, senza accorgersene, si arriva lentamente in trincea, per scoprire che il “nemico” è più spaventato di noi.
In questi quarant’anni, però, a parte il “disporre sacchi di sabbia vicino alla finestra” come ha scritto Lucio, che il suo compleanno, domani, lo festeggerà in the sky, almeno quattro traguardi li ho raggiunti, giusto uno per ogni decennio.
Poco più che bambina, ho capito che, con un libro sotto il naso avrei contemporaneamente viaggiato, imparato e anestetizzato ogni eventuale dolore, a venti anni ho scoperto che gli amici potevano avere la medesima funzione e non ho più smesso di cercarne e, fortunatamente, di trovarne, tra gli scaffali della vita.
A trent’anni, ho seguito la coda di una stella cometa e contando ad una ad una le dita minuscole di mia figlia neonata, ho capito meglio la mia, di madre, e il mistero dell’amore assoluto.
Infine, giusto al giro di boa dei 40, mi sono misurata con la relatività del sempre che non è per sempre e lì, lo ammetto, qualche mancamento l’ho avvertito, ma un napoletano mi ha detto che chi ‘ntroppeca e nun cade avanza de cammino e per una volta ho dato fiducia immediata al proverbio e a chi lo recitava e, assieme a lui, sono ripartita.
E, mentre mi preparo a questo nuovo viaggio e alla rivelazione del prossimo decennio, cerco di capire come usare la bussola che mi ha regalato zia Orsola, che ormai, di verità ne ha almeno quattro più di me e in vista della quinta, ha prenotato un soggiorno in Arizona per osservare da vicino i più bei fiori del cactus.
A casa mia tutte le piante si sono regolarmente suicidate, ma anche per risolvere questo problema, magari, c’è tempo…




