
di Eleonora Scrivo – Uno degli aspetti più suggestivi e, al contempo, confortanti del Natale è la costanza delle tradizioni.
Anche nella precarietà di tempi, in cui cambiano velocemente tassi d’interesse, partner e certezze esistenziali , sapere che riti, tradizioni, sapori e profumi, restano inalterati, dà un po’ di sicurezza.
Ecco quindi, che dall’8 dicembre puntuale e zelante, mi sono messa in moto per preparare l’albero, la Sacra famiglia, pensare alle strenne, certa di trovare nella mia bambina di dieci anni, l’entusiasmo proprio dell’età, per il fascino e il mistero di un evento magico.
Ancora una volta, però mia figlia, serafica e sicura di sé come la femmina alfa di un branco di cervi, mi ha comunicato la sua decisione di convertirsi al buddismo.
Allenata, ormai, ad una testolina che, sotto un casco di ricci, ribelli alle leggi della statica e di gravità, rielabora realtà coerenti e dissonanti con uguale estro e speditezza, adattandole in formule personalissime di inarrivabile saggezza, benchè del tutto singolari, ho accolto con un sorriso ebete l’informazione, impiegando più dei normali dodici secondi materni, per esalare un “perché”.
Al chè la fanciulla, con una leggerissima, ma sempre amabile, aria di superiorità, mi ha risposto che, se per i cristiani, solo un essere può aspirare all’assoluta perfezione, nella concezione buddista a chiunque è concesso di ambire ad essere Buddha.
Anni di letture pedagogiche, lotte quotidiane contro i sensi di colpa da genitore medio si sono all’istante vaporizzati, di fronte ai traguardi spirituali di alto profilo di una figlia che mi pare di ricordare solo ieri, incantata di fronte ai Teletubbies.
Fedele alla mia immagine di madre allenata al dialogo, non ho battuto ciglio, immaginando già la mia creatura col capino rasato, immobile su una vetta del Tibet a contemplare la Verità, aliena alle cure del mondo e alle sue pochezze, mentre io, vecchietta ed acciaccata, cerco di sistemare la stella in cima all’albero.
Ma lei, che già ha fatto abbondante esperienza di quanto ogni assoluto dell’infanzia diventi relativo e vago nell’ età adulta, ha precisato : “comunque continuerò a festeggiare il Natale e farò il medico legale”.
Mescolando renne, lenticchie e autopsie, ha pensato di normalizzare il suo destino di “illuminata”, ma la serenità vera me l’ha infusa, more solito, zia Orsola che in video chat da Perth, alla notizia della performance della sua beniamina, ha chiosato : “ Sempre meglio buddista che cubista!”.
E che Natale sia!




