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Intervista a Patrizia Debicke autrice del thriller “Il ritratto scomparso”

28 Maggio 2014
in RUBRICHE, strillibri
Tempo di lettura: 3 minuti
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Intervista a Patrizia Debicke autrice del thriller “Il ritratto scomparso”

di Cristina Marra – Il thriller “Il ritratto scomparso”( Melino Nerella edizioni pag.357, euro 14,00) di Patrizia Debicke van der Noot, definito sconcertante in copertina, ricorda l’orrore del mostro di Marcinelle. Apprezzata autrice di gialli storici, la scrittrice italo-lussemburghese immerge il lettore in una trama in cui il male compare sin dalle prime pagine ed è un male che si allarga a macchia d’olio e pervade l’ambiente e la mente del criminale. Debicke si concentra sulle vite della sua moltitudine di personaggi che popolano il romanzo corale e ne fa un’analisi psicologica attenta e sottile. Due ricche famiglie sono al centro del dramma e due i detective “dilettanti” si occupano della soluzione del caso che coinvolge piccole vittime. Un quadro scomparso fornisce la chiave per aprire la porta a nuove indagini e il thriller procede a ritmo serrato fino alla scoperta dell’atroce verità.
Dal thriller storico al thriller ambientato ai giorni nostri. Da cosa è nata questa esigenza?
Questa storia nasce da un fatto reale. Nell’estate del 2003, il famoso Mostro di Marcinelle fuggì nel corso di un trasferimento da una prigione all’altra della Vallonia per rispondere davanti a un ennesimo processo a suo carico.
Io vivo a Clervaux (Lussemburgo) a  meno di 15 Km in linea d’aria dalla frontiera belga. Clervaux è nelle Ardenne, un’impenetrabile baluardo di foresta in grado di fornire rifugio per giorni a un uomo in fuga.
A Clervaux ho una casa con giardino che ammiro attraverso grandi vetrate e che confina con il bosco. In Lussemburgo non c’è uso di porte blindate o serrature di sicurezza, ero sola, mio marito era in viaggio… Seguii le notizie della caccia al  pericoloso detenuto evaso con una certa apprensione  e quando lo ripresero, dopo tre giorni, francamente tirai un respiro di sollievo.
Fu il quid che mi ispirò questo thriller noir ambientato nell’ovattata e benestante atmosfera di questa zona, ma sulla quale incombeva l’ombra sinistra di un Mostro, che rapiva e uccideva bambine.
Vedremo se i lettori approveranno questo romanzo della Debicke ambientato ai nostri giorni.

Ispirato ai delitti di Marcinelle, com’è stato affrontare narrativamente un pedofilo e un serial killer di bambine?
Non facile e molto coinvolgente. Ho provato a mettermi nei suoi panni o piuttosto nella sua testa, e  immaginare le sue azioni e le sue reazioni. Ho cercato di condividere la sua psicologia, di spiegare la sua mente malata.

Tanta analisi psicologica dei personaggi e una parte della narrazione è dedicata al mostro….
Tanta e necessaria, la coralità dei personaggi del romanzo lo meritava. Il Mostro?   L’incubo della presenza di un Mostro porta a dei gravi condizionamenti di comportamento, cosa che accadrà a Hyacinthe per tanti anni e, bene o male, coinvolgerà tutti coloro che le stanno attorno.  Introdurre il Mostro a pieno titolo come personaggio, come incombente onnipresenza nella narrazione, mi ha dato modo di alzare il tono della suspence.

Nel ritratto scomparso affidi le indagini prima alla pittrice e poi a Aldany, entrambi detective dilettanti. Non c’è un detective istituzionale, perchè questa scelta?
I detective istituzionali sono presenti, gendarmi lussemburghesi, polizia belga, ma fanno necessariamente  da sfondo. Un caso tanto terribile e complicato non poteva volere una soluzione istituzionale corretta. Solo qualcuno completamente fuori dagli schemi poteva riuscire a fare vera giustizia senza nuocere agli innocenti.
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Nei tuoi romanzi ci sono sempre figure maschili affascinanti. Mi racconti a chi ti sei ispirata per Aldany?
Aldany è un eroe negativo alla Rocambole, alla Diabolik, che si serve anche della legge e dell’ordine per  vivere abilmente sul filo del rasoio. Di bella presenza, preparato, educato,  intelligente, è un uomo molto pericoloso e…  spaventosamente simpatico.

L’amore pervade il romanzo, da quello filiale a quello più passionale e malato. Possiamo considerare l’amore il fil rouge del thriller?
Di questo thriller? Il fil rouge?  Beh… Sì senz’altro, in tutte le espressioni che hai citato, ma l’amore e la passione sono da sempre motori trainanti della vita e della più grandi tragedie umane e  letterarie.

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Hai due romanzi in promozione, “La sentinella del Papa” e “Il ritratto scomparso”, uno nuovo per il protagonista, l’altro per il periodo storico in cui lo ambienti. Come hanno recepito i tuoi lettori entrambi i romanzi?
Due generi, due stili? Forse anche due diversi generi di lettori. La Sentinella del Papa, Todaro, giallo vivacissimo, ma allo stesso tempo accurata ricostruzione storico ambientale di cinquecento anni fa, ha trovato i suoi affezionati lettori e pare funzioni bene.
Il ritratto scomparso, Melino Nerella eccolo, appena nato. Ne abbiamo parlato a fondo mi pare. Piacera? Deluderà? Spero proprio di no.

Scrittrice, giornalista, tra gli organizzatori del Nebbia Gialla. Patrizia Debicke chi è?
Tutto e nulla.  Qualcuno che cerca di fare meglio che può le cose che fa e che riesce a fare.

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