
di Cristina Marra – Si chiama Wok, ha quindici anni, guida la macchina e inizia un viaggio. Il suo nome “viene da Wokaihwokomas, antilope bianca, nella tribù dei Cheyenne” ed è il protagonista del romanzo
breve di Francesco Carofiglio “Wok” (Piemme, pag. 125 euro 10,00). Da pochi giorni in libreria, il libro corre on the road come fa il giovane di origine indiana che rapisce il nonno ottantenne Bill, per metà guerriero Navajo, dalla casa di riposo “Green House” per riportarlo tra la sua gente . Bill, come viene chiamato nell’ospizio, è in realtà Ahiga, “colui che va in guerra” e da dieci anni si è rinchiuso in un silenzio che nasconde il suo segreto. Il giovane Wok, ha da poco perso la madre, si lascia alle spalle la sua casa e la vecchia Dodge di famiglia e imbocca la sua strada che è “una striscia infinita, gli abbaglianti proiettano un cono lungo e fissano il confine del mondo visibile. È come se il mondo fosse tutto dentro questo bagliore, mentre tutto questo niente mi passa veloce sui fianchi”. Percorre la strada che gli sembra uguale come se “il mondo non ci sia più, potrebbe essere finito qui, dentro il rettilineo che continua all’infinito e io sono come dentro un sogno. Forse alla fine ci sono davvero, dentro un sogno[…]e da qualche parte mi sveglierò[…] e la vita ricomincia”. Wok vuole ricominciare, vuole partire dalle sue origini, dalla sua terra e vuole ricominciare sperando di far tornare la parola al nonno. Quei silenzi riempiti dagli sguardi nascondono un segreto, un gesto compiuto per amore e che, una volta rivelato, farà spiccare il volo a Wok. Un volo che significa consapevolezza del passato, accettazione e rinascita. Carofiglio dà voce ad un ragazzo che ha perso la madre Alice e che non ricorda nulla del padre, e lo fa con la delicatezza e la sensibilità di scrittore che preferisce raccontare storie di adolescenti, “ è vero, i miei romanzi spesso raccontano storie di adolescenti, peraltro molto diverse tra loro” – mi conferma l’autore – “forse, inconsapevolmente, questa scelta mi riporta a una condizione di privilegio, un territorio dell’esistenza in cui tutto può accadere, nel bene e nel male. Nelle storie, lo dico prima da lettore che da scrittore, mi piace immaginare che le cose cambino, anche quando sono segretamente consapevole che le cose potrebbero non cambiare mai”.
Il viaggio in macchina di Wok diventa racconto del suo passato, ricordo di momenti intensi vissuti con la madre che era tutta la sua famiglia. Da solo sulla strada si racconta, si interroga, si riscopre. Il nonno silenzioso e l’amicizia nata con Zoe, giovane donna ribelle, sono i compagni del suo percorso.
Il viaggio di Wok diventa un tour alla ricerca della verità? “Di fatto sì. Anche se il viaggio di Wok risponde inizialmente a un impulso primario. È la fuga dal dolore. Poi, col passare delle ore e dei giorni, assume contorni differenti. Diventa una vera e propria missione, attraverso tre stati, attraverso il deserto, alla ricerca del nonno e di una risposta che il ragazzo non ha mai avuto”.
I paesaggi, i luoghi sono quelli di un’America vasta, ancora sconosciuta e anche funestata da crimini e ingiustizie.
Perchè hai ambientato il romanzo in America? “Perchè le storie nascono così. Almeno per me. tutto nasce da un’immagine, da un suono, dalle voci che girano intorno. l’America, quell’America tra Texas, New Mexico e Arizona,mi è sembrata davvero l’unico luogo possibile per il viaggio di Wok”.
L’ambiente, il paesaggio sono in simbiosi con i mutamenti di Wok durante il suo viaggio.
Quanto è importante l’atmosfera dell’ambientazione nei tuoi romanzi?
“I luoghi sono personaggi. Il clima, la luce, il buio. Tutto serve a raccontare, tutto è indispensabile”.
Altro elemento comune nei libri di Carofiglio è la presenza di animali, che in questo romanzo rispecchiano gli stati d’animo di Wok o diventano premonitori di un evento.
Wok ha i ritmi narrativi adatti ad una trasposizione cinematografica. Diventerà un film?
“Me lo chiedono tutti. Me lo auguro. Ma dovrà essere un film americano. Vediamo cosa succede”.
Scrittore ma anche architetto, regista, illustratore, autore e attore teatrale. Quali sono i progetti futuri di Francesco Carofiglio? “Tanti. Scrivo un romanzo nuovo. Ho ripreso a disegnare. E ho alcuni progetti tra teatro, cinema e televisione. Ma senza fretta. Per ora voglio camminare ancora un po’ al fianco di Wok, prima di lasciarlo andare”.




