
Omar Valdes ricopre il ruolo “di comandante della locale stazione dei Carabinieri” e annega le sue malinconie e nostalgie della nativa Sardegna nelle acque del Po “terreno di caccia per un pesce che non avrebbe dovuto esserci e a cui era stato affibbiato un nome da guerra sottomarina: siluro”. Un gran fracasso rompe il silenzio, è il Gaggina, “un ragazzone di centotrenta chili, alto come un trattore, con la testa incassata tra le spalle, due occhi piccoli da insetto e il carattere dell’attaccabrighe di professione”che, in astinenza da psicofarmaci, scatena la sua ira contro tutti. Al centro polisportivo, “il centro pulsante del borgo” non si parla d’altro quando ilGaggina si barrica in casa con la nonna e due ostaggi e minaccia di colpire con la katana chiunque si avvicini. In questo clima tra il goliardico, il grottesco e il noir, Paolo Roversi ambienta “L’ira funesta” (Rizzoli, pag. 320, euro 17,00), il primo caso del maresciallo Valdes. Giornalista e scrittore, Roversi sceglie la sua Bassa per una storia gialla in cui a prevalere sono l’ironia e l’ambiente. Gli stati d’animo, le scelte, le decisioni, i rapporti umani sono scanditi e influenzati dalle peculiarità e ritualità di un territorio in cui il Po “scorreva lento come un ciclista in salita”. Non è solo l’ira dell’innocuo Gaggina a tenere occupato il maresciallo Valdes e i suoi uomini ma un fatto ben più grave: l’omicidio di Giuanìn Penna “uno che dal Piccola Russia mancava dalla bellezza di trent’anni”.
La Bassa con le sue atmosfere ricorre sempre nei tuoi romanzi. Quanto conta l’ambientazione per te e quanto è importante per una trama noir?
Moltissimo. Certe storie prendono forma nella mia testa prima, e sulla carta poi, solo perché le immagino in quel determinato contesto.Questa storia, poi, è talmente radicata nella Bassa che non avrei potuto ambientarla in nessun altro luogo.
Il Piccola Russia diventa un territorio a sè dove il tempo pare essersi fermato. Esistono ancora luoghi così?
Ne esistono tantissimi. La dimostrazione è che molti lettori mi scrivono da diverse parti d’Italia per dirmi che anche il loro paese assomiglia molto al Piccola Russia. Diciamo che il borgo che io descrivo rappresenta un po’ tutti i piccoli comuni di provincia
italiani. Da Nord a Sud.
Stai presentando il romanzo in giro x l’Italia.Come è accolto?
Benissimo. A meno di un mese dall’uscita in libreria è già stato ristampato e continuano a invitarmi un po’ ovunque a presentarlo.
Presto sarò in Calabria, poi in Puglia e perfino a Londra. Insomma il Gaggina è davvero apprezzato a livello globale.
Progetti imminenti?
Uno. E sarà una bomba ma per sapere di cosa si tratta dovrete
attendere fino al Salone del libro di Torino…
Il romanzo sarà presentato da Maria Teresa D’Agostino il 2 marzo alle ore 18,00 presso la libreria Mondadori del Centro Commerciale Le Gru di Siderno. Sarà presente l’autore.




