
Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, presentato alla sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella. L’incontro organizzato dal centro Pierre e introdotto dal suo patron Pasquale Romeo e dal consigliere regionale Giovanni Bilardi con le relazioni di Cristina Marra (critico letterario) e Salvatore Cosentino (magistrato e critico letterario) ha offerto non solo numerose chiavi lettura del romanzo ma ha aperto un interessante dibattito tra l’autore e il numeroso pubblico.
Enzo Ghinazzi, artista eclettico, cantante e presentatore televisivo di successo, con “La confessione” intraprende la nuova strada della scrittura e si affida al thriller per raccontare una storia in cui gli avvenimenti autobiografici si mescolano con la finzione. Il romanzo si apre sulla scena del delitto a Sanremo, nella suite di un hotel, è il 19 febbraio e l’atmosfera è quella incandescente dei giorni del Festival. La vittima-protagonista è Chico, nome d’arte del cantante Enrico Bertini, freddato da un proiettile calibro nove. Ghinazzi mette tutte le carte in gioco sin dalla prima pagina in una sorta di gioco-sfida col lettore senza trascurare il bluff, la fortuna, la superstizione. Il lettore partecipa alle indagini condotte dal commissario Oscar Borrani e “ascolta” la lunga confessione che la vittima fa qualche tempo prima della sua morte al prete Don Luigi. Una confessione che attraversa tutto il romanzo e diventa racconto della vita di un uomo che ha raggiunto il successo per riscattarsi socialmente ma che ha ceduto troppo spesso al vizio del gioco.
“La confessione” è un thriller di stampo americano perchè sono il male, la corruzione e la violenza della società ad essere parte integrante del plot narrativo ed è un noir perchè svela i lati nascosti e oscuri dell’uomo. È un romanzo in cui i colori, quasi un richiamo ai fiori sgargianti sanremesi, diventano protagonisti e sono il verde dei tavoli da gioco, un demone, una tentazione, una di quelle “passioni difficili da controllare” per il protagonista, “nate insieme a me mi hanno condizionato continuamente, per tutta la vita” , ed il celeste come gli “occhi celesti, spenti per sempre. Sorpresi, delusi, estasiati” di Chico, e come il colore del mare davanti al quale verrà svelata la verità sull’assassinio del famoso cantante, e ancora celeste è il colore del cielo verso il quale alza spesso lo sguardo il protagonista durante la sua confessione in cerca della giustizia divina. Il romanzo di Ghinazzi è un thriller dei sentimenti, tra i quali prevale l’amore che fa muovere le pedine della storia e la mano dell’assassino. L’amore da quello cantato nei versi delle canzoni a quello dichiarato alle donne della vita di Chico è il fil rouge del romanzo che prosegue con una tecnica narrativa che fa dell’autore una sorta di croupier che conduce il gioco fino a pronunciare “rien ne va plus”.




