
di Cristina Marra – “Il metodo del coccodrillo” (Mondadori), l’atteso thriller di Maurizio de Giovanni da oggi è in libreria. Ancora Napoli al centro di un’indagine poliziesca ma non quella
degli anni Trenta della serie del commissario Ricciardi, bensì la Napoli dei giorni nostri, una città “diffidente, umida e oscura, sempre più profonda e meno decifrabile di come sembrava, una città che ti scappava tra le dita, facendosi liquida o evaporando all’improvviso”. Uno dei suoi tanti alberghetti anonimi ospita un anziano cliente, un uomo qualunque, “è come un alito di vento, come un topo nell’ombra.nChi dovrebbe guardarlo, uguale com’è a tanti come lui, fantasmi che animano la città buia?”eppure sotto la sua apparenza innocua e inoffensiva nasconde un’altra identità. Ancora la città buia la cui anima “viene fuori di notte” è quella che vive l’ispettore Giuseppe Lojacono detto Peppuccio “come lo chiamavano la famiglia lontana e gli amici che non aveva più, da Montallegro, provincia di Agrigento”, uno stimato golden boy in carriera “qualche ruga profonda ai lati della bocca e degli occhi raccontava di dolori e gioie più antichi”. Lojacono trasferito per uno “scandalo” all’ufficio denunce al commissariato San Gaetano di Napoli, è anche lui un uomo solo che vive alla giornata. Delitti si susseguono e colpiscono giovani vittime, Mirko, Giada, Donato, omicidi seriali che seminano il panico nella città e lasciano sgomente le forze dell’ordine. Ha sangue freddo, conosce bene luoghi e abitudine delle sue “prede” e sa aspettare il momento giusto per colpire. Un unico colpo il suo, preciso, infallibile, mortale. Ottimo metodo: quello del coccodrillo. Unica traccia: fazzoletti intrisi di lacrime lasciati sulla scena del crimine. Coccodrillo viene denominato il killer dei ragazzi che dedica ogni suo gesto e ogni sua azione a una persona speciale alla quale si rivolge con un monologo-diario diretto e costante. Anche l’ispettore Lojacono ha in mente una persona, la sua unica ragione di vita, la figlia Martina lasciata in Sicilia che forse presto si dimenticherà di lui. Il thriller di De Giovanni è un capolavoro del genere e non lascia tregua al lettore. la narrazione che procede su due livelli comincia lenta, silenziosa come i passi del coccodrillo che “sceglie il posto nelle paludi, nell’acqua torbida della savana mettendoci tempo, tanto tempo. Il posto dove sa che la preda, prima o poi, andrà a bere” e aspetta senza fretta. Il romanzo prende così i ritmi della preparazione prima dell’attacco, della meditazione prima dell’azione e de Giovanni dimostra ancora una volta di essere un grande narratore di storie noir in cui i sentimenti si incontrano e scontrano con la violenza che spesso agisce senza far rumore, senza mettersi in evidenza, una violenza sottile e atroce che pervade gli animi e diventa vendetta. Comincia la caccia del coccodrillo e inizia l’inseguimento dell’ispettore perchè “la morte è arrivata in città”.




