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Roberto Allegri autore di “1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto”

19 Marzo 2012
in strillibri
Tempo di lettura: 4 minuti
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cosegattolibro
di Cristina Marra –
Giornalista e scrittore, Roberto Allegri è autore di trenta libri, dieci dei quali dedicati ai gatti. “1001 cose da sapere e da fare con il tuo Gatto” ( Newton Compton

Editori, pag.509, euro 19,90) è la sua ultima pubblicazione, una raccolta di notizie, aneddoti, curiosità, informazioni sul piccolo felino. Diviso in ventisei sezioni illustrate da Arianna Robustelli, il libro spazia a 360° nell’universo del gatto e propone consigli utili per curarlo o accontentarlo, per conoscere le sue caratteristiche fisiche e psicologiche, i suoi gusti e le sue passioni ma anche i suoi timori o i suoi bisogni. Non mancano le sezioni dedicate ad aneddoti e storie vere di gatti eroici o amanti della musica, gatti vip o gatti animati. “Noi siamo il gatto che è in noi” scrisse l’americano William Burrough per evidenziare il forte legame uomo-gatto e il viaggio esplorativo nel mondo felino di Allegri parte dalla consapevolezza di imparare a capire il loro linguaggio fatto di movimenti, di rispettare le regole della convivenza, insomma cominciando a elencare le tante cose da conoscere e comprendere sul gatto si finisce con elencarne 1001, ma è solo l’inizio.
Roberto, quando hai deciso di scrivere di gatti?
Gli animali hanno sempre fatto parte della mia vita. Sono cresciuto insieme a gatti e cani, e non ricordo un solo giorno senza la loro compagnia. Un esempio su tutti, tanto per fare capire meglio: non ho imparato a camminare tenendo per mano la mamma o il papà, ma aggrappato alla schiena di un cane, un bullmastiff inglese, addestrato a fare il baby sitter. Nella mia crescita, i cani hanno rappresentato la parte “fisica”: con loro ho fatto la lotta, ho giocato a pallone, ho corso nei campi e mi sono tuffato in mare. Con i gatti invece ho condiviso tutto ciò che è intellettuale e spirituale. Quando mi isolavo dal mondo per leggere, c’era un gatto accanto a me. Se ero ammalato, un micio mi teneva al caldo col suo ronfare. Se rimanevo alla finestra a contemplare un tramonto, un gatto era al mio fianco. E anche adesso, quando scrivo, sul tavolo c’è sempre un micio. Se ne sta lì e pare giudicare il mio lavoro. Col tempo, mi sono accorto di avere messo da parte una grande esperienza riguardo ai gatti . Non di tipo “tecnico”, perché non sono un veterinario o un allevatore. La mia era esperienza di vita, l’esperienza di una persona che è sempre stata circondata da gatti, che li ha osservati attentamente e che si è fatto mille domande su di loro. Poi, quindici anni fa, Silvana Giacobini, che allora era la direttrice di CHI, mi propose di curare una rubrica sugli animali domestici sul suo giornale e da quel momento ho cominciato a scrivere di gatti. Oggi ho all’attivo 32 libri pubblicati e di questi, dieci sono esclusivamente dedicati ai piccoli felini di casa.
Misterioso e indipendente il gatto è da sempre il compagno ideale degli scrittori. Come spieghi questo feeling speciale?
Esiste un vecchio detto secondo il quale il manoscritto morsicato da un gatto sarà fortunato. In ogni caso, i gatti sono da sempre stati i compagni preferiti dagli scrittori. Forse perché sono discreti e silenziosi, qualità che uno scrittore al lavoro apprezza sempre moltissimo. Nel mio libro “1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto” c’è un intero capitolo dedicato proprio ai grandi scrittori e al loro micio. Da Mark Twain a Baudelaire, da D’Annunzio a Dumas, da Edgar Allan Poe a Sepulveda, da Bukowski a Hemingway, da William Burroughs a Colette, da Dickens a Simenon, da Truman Capote a Mario Rigoni Stern, da Jean Cocteau a Hermann Hesse, da Tennessee Williams a Italo Calvino: ogni autore con una debolezza, una mania, un ricordo legato al loro piccolo amico.
1001 sono solo l’inizio delle cose da fare e sapere sui gatti?
Sono solo l’inizio soprattutto delle cose da conoscere su di loro. Sono infatti convinto che esista un intero universo “felino” ancora da scoprire. Basti solo pensare ai sensi del gatto. Udito e olfatto sono sviluppatissimi nel micio ma loro effettiva portata non è ancora del tutto nota. E poi c’è tutto quello che riguarda il “sesto senso” felino e sul quale sono in corso diversi studi molto interessanti. Come è possibile, ad esempio, che i gatti riescano a prevedere i terremoti? Esistono teorie, ipotesi ma ancora nessuna certezza. E come fanno i gatti a “leggere” il pensiero dei padroni quando questi sono lontani? Sono sicuro che i gatti, nel prossimo futuro, daranno molte sorprese agli scienziati che li studiano.
A chi è rivolto il tuo libro?
Ovviamente il mio libro è rivolto a tutti coloro che vivono con un gatto e quindi conoscono bene quanto impegnativo ma bellissimo sia questo rapporto. Però, è rivolto anche a chi non si é mai deciso a fare il primo passo verso un micetto, a chi vorrebbe l’amicizia di un gatto ma ha troppi “se” che gli girano per la testa, a chi ha da poco adottato un gattino e non sa bene da che parte andare. I miei non sono “comandamenti” ma soltanto i consigli di un innamorato. E la speranza è che possano infiammare anche altri cuori con la stessa, travolgente passione che mi consuma da quando sono nato.
Nel tuo precedente libro “Il gatto giorno per giorno” hai scritto che passando la vita con i gatti hai avuto l’occasione di migliorare. I gatti sono anche maestri di vita, è così?
I gatti sono straordinari maestri di vita. E più che nel libro cui fai riferimento, ne ho parlato in quello intitolato “Il mio maestro zen ha la coda” in cui ho spiegato come osservare il micio di casa sia un’infinita lezione per imparare a coltivare la calma, la pazienza, la riflessione: tutte caratteristiche tipiche di un gatto e che, se acquisite, migliorano anche la vita di noi esseri umani. Ma tutti gli animali sono maestri. Sono immediati, non agiscono con secondi fini, sono più onesti della maggior parte della gente. Vivere con loro, riuscire a comprenderli e a fare tesoro di ogni loro più piccola sfumatura, è un’occasione da non perdere.

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