
di Cristina Marra – Nuova edizione per il capolavoro di Susan Hill, la regina della ghost story inglese torna in libreria con “The woman in black” (pag. 188 euro12,90) di Polillo editore.
Già pubblicata anni fa nella collana “I Polillini”, la storia di fantasmi che da oltre vent’anni è rappresentata al teatro West End di Londra esce nella nuova edizione Polillo mentre al cinema, si attende i primi di marzo, l’uscita della sua versione cinematografica interpretata da Daniel Radcliffe.
Ha ripubblicato il capolavoro di Susan Hill, chiedo a Marco Polillo, quando ha “scoperto” questa autrice? “Il libro l’avevo scelto non sulla base della notorietà dell’autrice, ma perché ero rimasto così favorevolmente colpito dalla rappresentazione teatrale vista a Londra che, uscendo da teatro, avevo acquistato una copia dell’edizione originale del romanzo. Letto, l’ho trovato altrettanto buono e ho deciso di pubblicarlo”.
Considerata un classico del romanzo gotico inglese, la ghost story scritta nel 1983 è un romanzo di paura e turbamento, di orrore e tragedia ambientata in una zona remota e paludosa della campagna inglese, location preferita anche dai padri del genere, Horace Walpole e Vernon Lee.
Come mai la scelta di una riedizione col titolo in lingua originale? “Solo perché la casa distributrice del film aveva deciso di proporlo con il titolo in inglese. A quel punto, utilizzando anche come copertina il loro manifesto, mi è sembrato più giusto chiamare il romanzo con il titolo inglese”.
La notte della Vigilia di Natale diventa per l’avvocato Arthur Kipps notte di ricordi tragici e terribili che risalgono alla sua giovinezza, quando accetta con entusiasmo e riconoscenza l’incarico del suo principale, Mr Bentley, di recarsi al funerale di Mrs. Drablow di cui lo studio legale ha ereditato la cura degli affari e di passare in rassegna tutti i documenti e le carte utili. Così Arthur lascia Londra e la nebbia giallastra che “stava sospesa sopra il fiume, si insinuava nei vicoli e negli androni, turbinava con spesse volute tra gli alberi spogli di tutti i parchi e i giardini della città e penetrava anche nelle case attraverso le fessure e le crepe, come un alito cattivo” e in treno raggiunge il villaggio nel cuore dell’Inghilterra. Un viaggio che diventa per il giovane protagonista l’anticamera dell’orrore che lo attende nella tetra Eel Marsh House, la dimora di Mrs Drablow, avvolta dalle nebbie e dalle foschie “ che in un momento salgono dal mare e si stendono sulle paludi”. Susan Hill lascia narrare in prima persona ad Arthur la sua terribile esperienza che lo fa “cadere vittima di quella sorta di incantesimo che certi luoghi gettano” e che lo fa sentire “più vecchio e come un uomo che venga messo alla prova, in parte timoroso, in parte stupito, eccitato, completamente soggiogato”. L’oscura e inquietante presenza di una donna vestita di nero incombe su di Arthur che in compagnia della cagnetta Spider “un piccolo terrier robusto, dal pelo ruvido e macchiato e dagli occhi vivaci” decide di fermarsi a pernottare nell’isolata e lugubre Eel Marsh House per portare a termine il suo incarico. La casa che durante il giorno è avvolta dal silenzio si anima di rumori che provengono da una delle sue stanze e all’esterno “si ripetevano in continuazione il nitrito terrorizzato del pony e il grido del bambino”. Terrorizzato ma allo stesso tempo attratto da quel mistero Arthur si fa coraggio e sceglie di scoprire l’orrore che avvolge Eel Marsh House, quella dimora “salda come un faro, isolata ed esposta, sopportando inverno dopo inverno, l’imperversare delle bufere, la pioggia battente, la grandine e il nevischio”. La vicenda si carica di pathos e Arthur comincia a provare “un’opprimente angoscia e una grande tristezza, un senso di perdita e di lutto, una pena mista ad un’estrema disperazione”. Gli eventi si susseguono e tengono il lettore incollato alle pagine, il passato tragico si fa presente e avrà ripercussioni anche sul futuro e Arthur sarà spettatore inerme.
“The woman in black” sarà nelle sale dal 2 marzo. Come considera le trasposizioni cinematografiche? Non ho ancora visto il film. Comunque dipende da come sono fatte. In certi casi spingono le vendite del libro, altre volte non servono assolutamente. Mi auguro che questa pellicola aiuti il libro, perché il trailer mi sembra che rispecchi la straordinaria atmosfera di un romanzo che è già di per sé un vero capolavoro, e chi lo legge non può che raccomandarlo agli amici.




