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La scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen

22 Febbraio 2012
in strillibri
Tempo di lettura: 3 minuti
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riikka
di Cristina Marra –
La scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen, considerata la nuova regina del romanzo nordico, è in Italia per presentare il suo best seller “L’armadio dei vestiti dimenticati”

(Garzanti pag.308 euro 16,40). Dopo l’esordio con “Raja”, ancora inedito in Italia,  Rikka Pulkkinen scala le classifiche di vendita in Finlandia con quest’ultimo romanzo tradotto in tutto il mondo e diventato anche una pièce teatrale al KOM di Helsinki. Un abito custodito per anni nell’armadio della casa di Elsa si fa testimone di una storia di amore e di un segreto tenuto nascosto da troppo tempo. “Ha un’ampia gonna, deve risalire agli anni Cinquanta. Porta un altro nastro in vita e lo scollo a barchetta, che lascia scoperte le clavicole, all’orlo un drappeggio frusciante di stoffa”, Anna, la nipote di Elsa, lo indossa per gioco mentre la nonna malata di tumore alla vista di quel vestito comprende che il momento della verità è arrivato. Spetterà ad Anna capire il segreto e ricostruire l’identità della donna che ha indossato quel vestito. Sullo sfondo delle atmosfere nordiche, Riikka Pulkkinen racconta con una prosa intensa e commovente una storia il cui fil rouge è l’amore tra madre e figlia che si intreccia con quello tra un uomo e una donna  e diventa protezione, inganno, colpa ma anche riscatto.
Un vestito custodisce un segreto, ne diventa testimone ed in un certo senso ne è il narratore. Rikka perchè hai scelto un abito?
“Avevo provato con un altro oggetto, con una foto e anche con un gioiello ma non avevano la stessa rilevanza di un abito. Indossare un abito significa assumere l’identità di qualcun altro. Questo succede al personaggio di Anna quando in casa della nonna indossa un vecchio abito e assume l’identità di Eva”.
Tre generazioni di donne Elsa, la figlia Eleonora e la nipote Anna sono un’unite dall’amore. Tocca ad Anna comprendere ciò che è accaduto.
Anna diventa una sorta di detective?
Sì, il mio romanzo può anche essere letto come una detective story perchè Anna conduce un’indagine. Il personaggio di Anna vuole rivelare quello che chiamo spazio transizionale, lei filtra tutto, fa da interprete tra Eva e la famiglia e da catalizzatore dei sentimenti degli altri componenti della sua famiglia. In tutti i nuclei familiari esiste un personaggio come Anna e per questo per me ha un grande significato”.
Nel romanzo si intersecano le storie e continui flashback riportano al tempo del matrimonio di Elsa, brillante psicologa con Martii noto artista e alla loro vita felice con la piccola Eleonora. Un romanzo di relazioni umane reali o presunte che diventano oscure o fitte come boschi “o forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono moli sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti, che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento”. La vicenda è narrata con un ritmo serrato che però si lascia andare a suggestive descrizioni paesaggistiche che vanno dal paese di Kuhmo col “prato, il lago e il sentiero nel bosco” a Helsinki con i suoi ritmi più caotici.
La natura e l’ambiente sono in simbiosi con i personaggi?
“Sicuramente lo sono. Amo la scrittura legata ai luoghi che devono rievocare qualcosa. Ho scelto per esempio il cottage di Elsa e Martii  come luogo in cui fare accadere qualcosa di importante. Da luogo di vacanza e di relax, il cottage diventa il posto da cui parte un dramma. La Parigi che invece racconto è un luogo immaginario. Solo Anna ci andrà ma ne resterà delusa”.
Dolore e malattia coivolgono e rendono unita tutta la famiglia. Martii afferma che “occorreva lasciare spazio al dolore, accoglierlo tra le braccia altrimenti diventava terrore”.
Riikka, perchè la scelta della malattia di Elsa?
“Mi interessava capire come una malattia tremenda come il cancro avesse la forza di unire una famiglia. La mia idea era che Elsa fosse già morta e la sua famiglia fosse in lutto ma poi mi sono resa conto che avevo bisogno che questo personaggio fosse ancora vivo e condividesse il suo percorso elsa trasforma l’ultima settimana di vita in momenti di gioia e attraverso la malattia riesce a raccontare la sua storia, si pone domande e trova risposte”.
Il tuo romanzo è un best seller. Come vivi questo successo?
“Ancora non mi rendo conto del mio successo. Il mio successo è miracoloso e mi sento come una bambina spaventata che si nasconde dietro una scrittrice”

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