
di Cristina Marra – L’Allieva” (Longanesi, pagg. 369, euro 18,60), un giallo a tinte rosa, romanzo d’esordio della scrittrice messinese Alessia Gazzola sarà presentato sabato 7 (ore 18,00)
presso la libreria Happy Place alla presenza dell’autrice. Medico chirurgo con specializzazione in Medicina Legale in corso, Gazzola coltiva fin da giovanissima la passione per la scrittura e in questo romanzo ambientato tra l’Istituto di medicina legale, “un luogo deputato principalmente all’attività necroscopica e marginalmente a quella di ricerca universitaria”e i palazzi della Roma bene, ci mette tutti gli ingredienti giusti per creare un plot avvincente in cui i sentimenti hanno un ruolo predominante.
Amore e morte, affetto e gelosia, si susseguono nella ricostruzione della vita della vittima, la giovane studentessa Giulia Valenti trovata priva di vita “scomposta sul pavimento a metà tra la sua stanza e il corridoio” nella casa che divide con un’amica. Che cosa ha causato la morte della bella ragazza incontrata per caso da Alice in un negozio di abbigliamento? La trama prende forma e si snoda in un’alternanza narrativa di investigazione e momenti di vita privata della protagonista, coccolata dalla coinquilina giapponese Yukino e maltrattata dalla direttrice dell’Istituto. Alessia Gazzola è davvero brava, narra con la freschezza di una giovane scrittrice ma anche con l’esperienza di chi ha alle spalle letture e studi fondamentali per rendere avvincente un romanzo che avrà presto un seguito.
Alessia, quanto ti somiglia Alice?
Poco, non è un alter ego, è insicura ed emotiva come me, ma poco altro
Quando hai cominciato a scrivere “L’allieva”?
Nel 2008, ero ancora al primo anno di specializzazione. L’ho finito in poco tempo, ma poi ho impiegato il doppio per rifinirlo. Alcune parti le ho demolite e ricostruite molte volte.
I dettagli di un cadavere colpiscono e commuovono Alice. Un mix di emotività e intuizione, è questo il suo segreto?
Sì, anche perché alla verità arriva proprio grazie alla tenacia e all’intuito, più che grazie alle sue competenze medico-legali.
Dalle analisi alle indagini. Il ruolo di Alice va oltre quello di medico legale?
In questo romanzo sì, Alice si lascia prendere la mano andando decisamente oltre le righe!
Quanto conta la location nel tuo plot narrativo?
Secondo Balzac, per un narratore dovrebbe contare molto. In realtà, nel mio romanzo è solo un accessorio: è una storia italiana, adatta a qualunque città, ma ho scelto Roma perché è una città universale e perché alcuni personaggi non avevano ragione di esistere in una realtà che non fosse metropolitana.
C’è un personaggio a cui ti senti più legata?
E’ Claudio, perché da autrice posso dire che è stato il personaggio più divertente da descrivere.
Nel plot narrativo la morte è imperante, ma c’è anche tanto amore….
Perché la vita di una ragazza è fatta di tante sfumature, qualunque sia il lavoro che svolge, e questo romanzo, prima di ogni altra cosa è proprio questo: la storia di una ragazza comune che fa un lavoro anticonvenzionale al quale non è adatta.
Dall’Istituto di Medicina Legale alla libreria. Come vivi la professione di scrittrice?Riesci a conciliarla con l’altra?
In linea di massima sì, anche se ultimamente sta diventando un po’ più faticoso, ma basta organizzarsi.
Che rapporto hai con i lettori?
E’ un rapporto di confronto. Rispondo con gratitudine a tutti quelli che mi scrivono e leggo tutte le recensioni, godendo delle più lusinghiere e utilizzando le critiche, anche le più aspre, per migliorare il mio lavoro.
Alessia lettrice. Scrittori e letture preferite?
Mi reputo onnivora. Amo molto la letteratura giapponese, Murakami Haruki e Banana Yoshimoto in particolare. Inoltre amo leggere gli shojo manga. Adoro Jane Austen. Poi, Marcela Serrano e Isabel Allende, Nadine Gordimer, Irene Nemirovsky e Colette. E naturalmente, Helen Fielding, Sophie Kinsella e Lauren Weisberger!
Progetti futuri?
Sto scrivendo il seguito de L’allieva. Ho quasi finito, mi soddisfa molto.




