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“Spaghetti Wilma, insalatina e una tazzina di caffè” di Wilma De Angelis

19 Marzo 2011
in strillibri
Tempo di lettura: 4 minuti
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De_Angelis
di Cristina Marra –
Ricette e canzoni, aneddoti e ricordi, storia italiana e curiosità sui VIP, sono questi gli ingredienti di “Spaghetti Wilma, insalatina e una tazzina di caffè”, l’autobiografia gastronomica della cantante Wilma De Angelis

pubblicata da Mursia nella collana Golosia & C (pagg. 294, euro 16,00). I ricordi e le tappe della sua carriera professionale e personale e le sue ricette che insieme a quelle di tanti suoi amici e colleghi diventano un gradevolissimo excursus della storia italiana dagli anni Cinquanta a oggi e un ricettario di facile consultazione. Cantante, attrice, conduttrice televisiva e grande chef, De Angelis è già autrice di diversi libri di ricette, ed è stata  protagonista del mystery gastronomico “Il mistero della minestrina vegetale” di Lucio Nocentini, appassionato di gialli e cucina e curatore di questa originale autobiografia.  Dai budini di Platinette, agli involtini di Carla Fracci, dal risotto con le erbe di Orietta Berti, all’ossobuco di Ornella Vanoni, dalla peperonata di Rossana Casale alla torta alla maionese di Paolo Limiti, sono tantissime le ricette abbinate ad altrettanti segreti delle star a tavola. Ricette semplici, da preparare in poco tempo ma mettendoci dentro il cuore come fa De Angelis quando canta e quando cucina. Buona lettura…..dietro i fornelli!

Wilma, dalle canzoni alle ricette, com’è nato “Spaghetti, Wilma, insalatina”?
“Tutto è nato da una proposta di Lucio Nocentini. Sono già stata coinvolta in un suo romanzo, “Il mistero della minestrina vegetale”, un noir ironico. Siamo diventati amici e ogni volta che ci vedevamo e chiacchieravamo veniva fuori una storia, un mio aneddoto, o una gaffe. Lucio memorizzava tutto e da tutto questo materiale è nata la sua proposta di mettere insieme le storie che gli ho raccontato, che ripercorrono un’epoca italiana, e così abbiamo deciso di scrivere insieme un’autobiografia inframmezzata da ricette di personaggi noti . Il libro è stato subito apprezzato e pubblicato da Mursia”.

Nel libro racconta del primo vestito di Riva e della sua passione per le borse di Alviero Martini. Qual’è  il suo rapporto con la moda?
“Sono una grande spendacciona, ho sempre avuto le mani bucate e negli anni ho accumulato tantissimi abiti e accessori che delle volte ho dato via per mancanza di spazio. In questi ultimi anni è molto difficile seguire la moda sia per i costi che per la vestibilità. Secondo me la moda di questo periodo penalizza molto le persone come me, della mia età e della mia costituzione. Da giovanissima ero pazza per le scarpe, ma quelle che vanno di moda adesso sono o troppo alte o troppo basse per me. Seguire la moda o trovare qualcosa che mi piaccia e che mi stia bene è un problema. Il lato positivo è che faccio economia”.

Dagli anni Sessanta ad oggi. C’è un periodo della sua vita professionale a cui si sente più legata?
“Sicuramente gli anni Sessanta, quando ho avuto successo e sono emersa dall’anonimato. Dal 1958 in poi è stato un momento magico per me, nel 1959 ho partecipato al mio primo festival di San Remo, ho cominciato ad avere tutto quello che non speravo di ottenere e che mi trascino da cinquant’anni. Per ciò che concerne la mia vita professionale, non ho dubbi: il mio momento magico sono stati gli anni Sessanta”.

Il suo repertorio musicale ultimamente si è esteso anche alle canzoni straniere. Com’è stato cantare “Bad romance” di Lady Gaga? 
“ È nato da un gioco, da una provocazione. Ero ospite di Paola Perego e c’era anche Anna Pettinelli che mi ha detto che sarebbe stato originale che io cantassi un pezzo diverso da quelli del mio solito repertorio, magari una canzone di Lady Gaga. Da questa provocazione la settimana seguente sono tornata in trasmissione ed ho cantato “Bad romance” per gioco. Ne è scoppiato un caso, su  You Tube in moltissimi hanno visto la mia interpretazione e ho avuto tanti apprezzamenti, ma anche qualche critica”.

Che ne pensa delle trasmissioni televisive di cucina di cui lei è l’antesignana?
“ Io ho preparato ricette in TV per diciotto anni. Credo che una generazione sia cresciuta seguendo i miei consigli di cucina. È stato un altro momento magico della mia vita professionale. Ho cucinato di tutto, l’unico neo era che l’antenna televisiva da dove trasmettevo non aveva una diffusione nazionale. Conducevo tre trasmissioni al giorno, “La spesa con Wilma”, poi a seguire “a pranzo con Wilma”, un talk show con ospiti a tavola e nel pomeriggio “Sale, pepe e fantasia”. Quando ho smesso in molti si sono cimentati in questo genere di trasmissioni. Io ho iniziato nel 1978 da un’idea di Paolo Limiti che, tornato dall’America, mi racconta che erano di moda trasmissioni in cui personaggi ance non famosi si cimentavano in cucina. Quando mi ha proposto di provarci io, mi sono buttata in questa avventura. La magia della cucina continua negli anni perchè ognuno di noi quando vede in TV un pentolino e qualcuno che cucina non cambia canale. Siamo tutti attratti dal cibo e secondo me il successo di belle trasmissioni come quelle della Clerici e della Parodi è legato al fatto che siamo tutti assetati di ricette”.

Una canzone e una ricetta da salvare?
“ Sono tantissime, non saprei scegliere. le belle canzoni si salveranno sempre, in fondo tutti cantiamo sempre canzoni del passato legate a momenti belli della nostra vita. Lo stesso vale per le ricette, se sono belle e buone si salvano da sole!”

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