
“Un cane in viaggio” (pagg.36 a colori, euro 14,00) l’ultimo libro illustrato della Orecchio Acerbo Editore.
Due racconti in versi di Elio Pecora, autore di raccolte di poesie, romanzi, saggi, testi teatrali e vincitore del prestigioso premio Mondello, illustrati da Beppe Giacobbe, artista molto apprezzato in America e insignito col Golden Award e la Gold Medalper, diventano un libro che è un inno alla natura e alla sua riscoperta. Si parte dai suoni, dalle melodie della fauna campestre che si scontrano e si incontrano con quelle assordanti della vita metropolitana. Città e campagna, due mondi sempre più lontani sono osservati dal poeta con gli occhi di un cane e dalla prospettiva di un uccello. I suoni, i rumori, le espressioni e le abitudini di piazze e prati devono diventare una musica unica e universale che attraversa e supera ogni tipo di barriera, per vivere in pieno la natura e la sua poesia.
Nella “Filastrocca di un cane in viaggio”, un cane con “un orecchio bianco e un orecchio marrone”si mette in viaggio, lascia la sua casa comoda, tranquilla per andarsene in giro per la campagna. Perchè? È ciò che si domandano gli altri animali che incuriositi lo seguono nel suo vagabondare per i campi. Comincia così una lunga processione festosa di animali, “i soli che hanno l’anima uguale degli uguali”. Il cane è sorpreso, assorto, rapito dalle bellezze armoniose della natura e si confonde con esse, ne è parte. Un canto fa da trait d’union, un inno fatto dai versi di ogni essere vivente fa riecheggiare l’incantevole bellezza della natura in ogni luogo, “ogni verso, ogni stridio, ogni guaito, e il trillo e il nitrito, e il belato, il frinio,il muggito, il ronzio” è musica. Suono che sono versi di una poesia. Ancora suoni caratterizzano la seconda filastrocca, la “Filastrocca romana”, stavolta il poeta è un uccello che osserva dall’alto “piazze, strade, case, ponti” e scopre le persone, le loro processioni in macchina, i loro ritmi caotici e stressanti, “targhe, insegne, manifesti, volti allegri, sguardi mesti, gridi, musiche, stridori, squilli, rombi di motori”. I suoni cittadini investono, colpiscono, stordiscono, ma anche lì c’è la bellezza della natura che attornia la città e rende magico un tramonto e fa diventare una danza il volo di storni e gabbiani. Basta fermarsi e osservare e lasciarsi trasportare dalla gioia, dai sogni che possono avverarsi, perchè vivere in armonia con la natura è possibile!
Nella “Filastrocca di un cane in viaggio”, un cane con “un orecchio bianco e un orecchio marrone”si mette in viaggio, lascia la sua casa comoda, tranquilla per andarsene in giro per la campagna. Perchè? È ciò che si domandano gli altri animali che incuriositi lo seguono nel suo vagabondare per i campi. Comincia così una lunga processione festosa di animali, “i soli che hanno l’anima uguale degli uguali”. Il cane è sorpreso, assorto, rapito dalle bellezze armoniose della natura e si confonde con esse, ne è parte. Un canto fa da trait d’union, un inno fatto dai versi di ogni essere vivente fa riecheggiare l’incantevole bellezza della natura in ogni luogo, “ogni verso, ogni stridio, ogni guaito, e il trillo e il nitrito, e il belato, il frinio,il muggito, il ronzio” è musica. Suono che sono versi di una poesia. Ancora suoni caratterizzano la seconda filastrocca, la “Filastrocca romana”, stavolta il poeta è un uccello che osserva dall’alto “piazze, strade, case, ponti” e scopre le persone, le loro processioni in macchina, i loro ritmi caotici e stressanti, “targhe, insegne, manifesti, volti allegri, sguardi mesti, gridi, musiche, stridori, squilli, rombi di motori”. I suoni cittadini investono, colpiscono, stordiscono, ma anche lì c’è la bellezza della natura che attornia la città e rende magico un tramonto e fa diventare una danza il volo di storni e gabbiani. Basta fermarsi e osservare e lasciarsi trasportare dalla gioia, dai sogni che possono avverarsi, perchè vivere in armonia con la natura è possibile!




