
di Cristina Marra – Un verso, una poesia, evocano o svelano i misteri dell’amore, le emozioni e le trepidazioni, le passioni e le euforie o le pene e gli sgomenti. I poeti che cantano l’amore sono tantissimi, ma quelli scelti da Patrizia Valduga sono poeti innamorati.
L’antologia “Poeti innamorati” (Interlinea, pagg. 87, euro 10,00) introdotta e curata da Patrizia Valduga, una delle più grandi poetesse di versi d’amore, raccoglie le poesie più significative e in certi casi meno conosciute di cinquanta grandi poeti da Giuttone d’Arezzo a Giovanni Raboni.
Properzio ispirato da Cinzia, Lesbia suggeritrice dei versi a Catullo, sono tanti i modi di esprimere l’amore e di vivere in sentimento dell’amore. I poeti scelti da Valduga sono sempre innamorati, “quando non sono innamorati di qualcuno o di qualcosa, sono perdutamente innamorati della loro lingua”. E se per Goethe “ogni attrazione è reciproca”, il parere di Attila Jòzsef è che “l’amore dei poeti è come l’amore degli adolescenti, che vogliono essere quello che non sono, che vogliono che gli altri siano quello che non sono, che vogliono dare l’amore a chi non lo vuole, che perdono l’amore appena lo possiedono, che se ne stancano appena lo conquistano, che pensano di poter davvero possedere una persona, davvero conoscerla interamente e definitivamente”.
Tanto amore nei versi dell’antologia che ripercorre attraverso le poesie secoli di storia letteraria italiana. Tanti i grandi assenti e tanti i poeti non sempre associati all’amore scelti col cuore e la sensibilità di Valduga perchè “sono grandi, e anche se non risultano innamorati in prima persona, si fanno carico dell’innamoramento di altri, con tutta la sensibilità e l’intelligenza che questa immedesimazione comporta”.




