
lei è in auto col fidanzato Stefano, brillante avvocato milanese, lui guida la sua Jaguar XJS oltre i limiti di velocità e ascolta la musica “che finisce quasi sempre per approfondire la sua tristezza o accrescere la sua tensione”.
Uno scossone, momenti di panico, di rabbia e un “dolore” che trafigge lui all’altezza del cuore mentre lei, intenta ad aiutarlo “non riesce a fare a meno di guardare negli occhi di lui”. Lei è Clare Moletto, italo-americana, che lascia la sua casetta sulla costa ligure e si improvvisa assicuratrice per seguire Stefano a Milano, lui è Daniel Deserti noto scrittore e autore del best seller “Lo sguardo della lepre”. Sono i protagonisti di “Leielui” (Bompiani, pag. 568, euro 18,50), l’ultimo romanzo di Andrea de Carlo, una storia d’amore in cui lo scrittore diventa quasi cronista degli sconvolgimenti emotivi, dei dubbi, dei sensi di colpa, dei rimorsi e delle innumerevoli emozioni che si provano quando ci si innamora. Clare ha un fidanzato fin troppo presente nella sua vita, un organizzatore, un perfezionista. Daniel è divorziato, ha due figli e passa da una relazione all’altra. Fino a quando quel tamponamento cambia la loro vita.
De Carlo si immedesima con entrambi i personaggi, sviscera i loro punti di vista, le loro peculiarità e differenze. Clare e Daniel si raccontano a capitoli alterni. Un diario delle loro esperienze vissute tra Milano, la Liguria, il sud della Francia a contatto con la natura. In una sorta di flusso di coscienza, di immagini e pensieri che si susseguono, lo scrittore rende i moti del cuore, i suoi sussulti, le sue angosce. La voglia dei personaggi di allontanarsi da una realtà troppo stretta, dalle convenzioni, o dalla monotonia quotidiana é evidente fin dalle prime pagine. Clare corre per sfogare le sue irrequietezze e insoddisfazioni, Daniel sfreccia in auto e conduce una vita da outsider. La corsa diventa sinonimo di fuga, di evasione anche dal proprio universo affettivo. Un percorso arrestato dallo scontro che lascia in strada due auto tamponate e un uomo e una donna investiti da un sentimento totalizzante.
Nei tuoi romanzi i personaggi femminili sono sempre ben caratterizzati. In “Leielui” com’è stato immedesimarti totalmente in una donna?
“E’ certamente una sfida per un romanziere uomo, calarsi nel punto di vista di un personaggio femminile. Per farlo ho dovuto formare un’immagine molto vivida di Clare nella mia mente: il suo modo di pensare, di fare, di muoversi. Poi, poco alla volta, ho cominciato a vedere le cose attraverso i suoi occhi, sentirle attraverso la sua sensibilità. E’ stato un viaggio affascinante, rivelatore”.
Oltre ad invitare a riscoprire se stessi, nel romanzo c’è un monito a riscoprire la natura. É un percorso imprescindibile? Una scoperta va di pari passo con l’altra?
“A volte tendiamo a vederci come esseri puramente razionali, totalmente in controllo del mondo e dei nostri destini. Ma è un’illusione infantile, e può avere conseguenze molto pericolose. Se vogliamo raggiungere un equilibrio con noi stessi, dobbiamo fare i conti con la nostra parte naturale. E’ quello che fa Clare nel romanzo, quando scappa da Milano e dalle sue tensioni stratificate per raggiungere la semplicità essenziale della sua casetta sopra la costa ligure”.
La copertina è un tuo dipinto. Perchè questa scelta?
“Penso che la copertina di un libro non sia un semplice rivestimento, ma una specie di finestra, attraverso cui è possibile intuire qualcosa del contenuto delle pagine che ci stanno sotto. Per Leielui ho deciso di cambiare, rispetto alle copertine fotografiche dei miei ultimi romanzi, e ho dipinto un uomo e una donna che si baciano su uno sfondo bianco. Volevo un’immagine più calda e più intensa, che corrispondesse allo spirito di questa storia”.




