
di Cristina Marra – Caso editoriale negli USA con oltre cinque milioni di copie vendute in breve tempo, “Mangia, prega, ama” di Elizabeth Gilbert (pag.376, euro18,50) brillante romanzo autobiografico in cui la nota giornalista e scrittrice americana
racconta come ha cambiato la sua vita, é diventato anche un film con Julia Roberts e Javier Bardem. Elisabeth é una scrittrice di successo, sposata e pronta ad avere un figlio. Sin da piccola custodisce una scatola che contiene articoli del National Geographic che parlano di luoghi lontani. A vent’anni di distanza, all’età di trentuno anni, davanti a quella scatola si rende conto di aver realizzato i suoi sogni a metà: ha un marito, viaggia per lavoro, é una donna famosa. La notte, chiusa nel bagno “al piano superiore di una grande casa alla periferia di New York” singhiozzando si ripete:”non voglio più essere sposata, non voglio più vivere in questa grande casa, non voglio avere un bambino!”.
Per Elisabeth da quella sera comincia una “conversazione religiosa”, le prime parole di un dialogo libero e aperto che l’avrebbero avvicinata a Dio.
Liz cede ai suoi desideri, decide di chiedere il divorzio e inizia il suo viaggio, la sua indagine su se stessa con lo sfondo di paesi diversi, vuole “imparare l’arte del piacere in Italia, l’arte della devozione in India e, in Indonesia, l’arte di bilanciare l’uno e l’altra”.
La scrittrice racconta con ironia e sincerità il suo viaggio in luoghi dal forte potere evocativo in cui demolisce e ricostruisce la sua vita e ne riscopre i piaceri. L’insoddisfazione di una donna in carriera diventa così ricerca delle contraddizioni e delle esigenze che accomunano molte donne di successo. Il romanzo, dalla prosa fluida a volte comica e a volte drammatica, é diviso in tre sezioni dedicate ai tre paesi visitati dalla protagonista ed ha la struttura di uno japa mala il cordoncino di perle usato dagli indiani per concentrarsi ripetendo il mantra, ed é perciò diviso in 108 capitoli quante sono le perline del cordoncino.




