
conto”, raccontata e descritta con gli occhi dei giovani protagonisti dei suoi best seller “L’Ombra del vento” (2004), “Il gioco dell’angelo”(2008), “Marina”( 2009) editi da Mondadori. Atmosfere surreali, ambienti tenebrosi, personaggi tragici, inquietanti presenze “abitano” la capitale catalana nelle opere di Zafòn in cui noir, gotico, mystery, fantasy, horror e amore si fondono perfettamente. Il giornalista e critico letterario Sergi Doria, in questa guida autorizzata dallo scrittore, propone un diario di viaggio diviso in otto itinerari con storia e mappe dei quartieri cittadini che fa da compendio ai brani di Zafòn che introducono ogni percorso. Attraverso le storie dei suoi personaggi Zafòn racconta Barcellona e se David Martìn, protagonista de “Il gioco dell’angelo”, vive nel quartiere della Ribera, invece la fatiscente e inquietante villa degli Aldaya scoperta da Daniel Sempere ne “L’ombra del vento” si trova nell’Avenida del Tibidabo e la vicenda di Oscar Drai del romanzo “Marina” si svolge e si concentra nell’antico quartiere di Sarrìa. Da questi posti i protagonisti si muovono per la capitale “scoprendo” viuzze nascoste, edifici abbandonati, panorami incantevoli. La sapiente immaginazione di Zafòn gli ha fatto inventare anche luoghi come il suggestivo e misterioso “Cimitero dei libri dimenticati”, collocato in una via cittadina, “un santuario, una cattedrale di libri e di parole” in cui “ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso”. Sergi Doria ricerca i luoghi e gli indirizzi in cui i personaggi di Zafòn vivono o si rifugiano ed insieme a loro li fa conoscere al lettore. La sua guida è corredata di mappe, citazioni, informazioni ma non è una guida turistica, nè un saggio storico, nè un manuale di letteratura, ma è una “passeggiata guidata dallo sguardo di uno scrittore attraverso tre romanzi…tre momenti di una città, irradiati dalla stessa luce”. Ci si incammina così con i personaggi di Zafòn lungo otto itinerari: la Rambla, il Raval, il Barrìo Gotico, il mercato del Borne e la Ciudadela, Plaza de Cataluña, Sarrìa, Vallvidrera, Tibidabo, le necropoli, i capolavori del Modernismo. ”Come tutte le città antiche, Barcellona è un ammasso di rovine. Le glorie del passato di cui molti vanno fieri, palazzi, fabbriche e monumenti, i simboli in cui ci identifichiamo, non sono altro che cadaveri, reliquie di una civiltà stinta” e così chiese, piazze, edifici, fontane, giardini, cimiteri, biblioteche, negozi, librerie, caffè, locali, descritti da Doria sono già stati “visitati” e percorsi da Daniel Sempere, Oscar Drai o David Martìn. In un’alternanza di realtà e immaginazione, letteratura e storia, il libro offre informazioni e notizie sulla città svelandone il fascino anche con le foto che in bianco e nero o a colori ritraggono scorci o simboli di una città che vista dall’alto della collina del Montjuic appare come ”un miraggio di luci e brume, cattedrali e palazzi, vicoli e grandi viali intessuti in un labirinto di ombra”.




