
di Cristina Marra– Un celebre avvocato berlinese scrive undici storie tratte da altrettanti casi tra i più eclatanti di cui si è occupato, vende oltre 150.000 copie in pochi mesi in Germania e il suo libro viene acquistato dalle più rinomate case editrici del mondo. È quanto è
successo a Ferdinand von Schirach, autore di “Un colpo di vento” (Longanesi, pag 237, euro18,00), in questi giorni in Italia per presentare e promuovere la sua raccolta di racconti. Von Schirac è un abile e stimato avvocato tra i suoi assistiti l’ex membro del Politburo, Gunter Schabowski; l’ex spia del BND, Norbert Juretzko, personaggi famosi e delinquenti comuni. Eppure tra novembre 2008 e gennaio 2009, trova il tempo per dedicarsi alla narrativa e scrive un libro i cui protagonisti sono gli assassini, perché, afferma “in ogni vita c’è un momento in cui si può optare per un estremo o l’altro della propria natura”. L’autore racconta la realtà dei fatti e lascia fuori ogni probabile teoria. Prostituzione, emarginazione, disadattamento, problemi familiari, gelosie o amore sono alla base dei casi di cui si occupa l’avvocato ed io narrante delle storie. Persone all’apparenza normali, innocue che diventano criminali o viceversa, dei presunti colpevoli “condannati” in partenza dai pregiudizi e i preconcetti. Con stile asciutto e diretto, l’autore racconta i casi dei suoi clienti facendo emergere dall’essenziale esposizione dei fatti, il risvolto umano. Sta in questo la grandezza del suo stile. Von Schirach fornisce e informazioni relative all’ordinamento giuridico tedesco, al diritto penale e alle questioni di filosofia del diritto ma non tralascia mai di rilevare che nelle mani della giustizia e della sua difesa c’è un essere umano con una storia alle spalle. “Cliente e difensore hanno un rapporto singolare. Un avvocato non vuole sapere sempre che cosa sia successo davvero”, per la difesa dei suoi clienti va a fondo nelle loro vite e da quella dei libanesi Karim e Abbas a quella del guardiano Feldmayer, “il suo compito è difenderli, niente d più e niente di meno”. C’è chi ha ucciso e compiuto rapire per amore o stanchezza, chi stava per diventare cannibale, o chi compie un atto vandalico perchè ossessionato da un lavoro di routine logorante. L’autore spiega, non giustifica i loro gesti e lascia al lettore il compito di compatirli o condannarli. Perché hanno compiuto quel gesto o com’è andata realmente? Von Schirach cita Heinserb:” la realtà della quale possiamo parlare non è mai la realtà in sé!“




