
di Cristina Marra – L’antologia raccoglie poesie, interviste, racconti, saggi pubblicati sulla famosa “Paris Review”. Nata nel 1953 quando Parigi, attivo centro culturale e di fervida attività letteraria,
pullula di giovani scrittori americani, tra questi Harold L. Humes, Donald Hall, William Pène Du Bois e Gorge Plimpton, padri fondatori della Paris. La rivista è innovativa in quanto non pubblica critica letteraria ma dà voce direttamente a scrittori e poeti pubblicando interviste, poesie, racconti o brani di romanzi che svelano il meccanismo del loro processo creativo.
“The Paris Review Il libro”( Fandango, pag.1111, euro 29,50) segue la pubblicazione del primo volume di “The Paris Review”, la raccolta di interviste a famose penne della letteratura contemporanea internazionale e rientra nel nobile e apprezzato progetto editoriale di Fandango di una collezione di otto volumi, quattro antologici e quattro di interviste. Da Raymond Carter a William Faulkner, da Italo Calvino a John Le Carrè, da Gabriel Garcìa Marquez a Jak Kerouac, da Margaret Atwood a Toni Morrison, una illustre carrellata di scrittori che attraverso le loro opere e i loro contributi raccontano amore,follia, cuori infranti, sesso, tradimento, gli outsider, guerra, intossicazione, capriccio, orrori, Dio, morte, cena, baseball, viaggi “e qualsiasi altra cosa esista al mondo dal 1953“. Impossibile non concordare col giudizio del New Yorker che lo definisce “ il libro da tenere sempre sul comodino”nonostante le oltre mille pagine. È un gioiello imperdibile per gli appassionati di letteratura e attrae l’attenzione e incuriosisce anche chi si appresta a conoscere gli autori contemporanei senza essere influenzato o indirizzato da opinioni altrui. La sezione “Arte dello scrivere” che conclude il volume propone i contributi dei grandi mostri della letteratura che raccontano con ironia, amarezza e sincerità e quella vanità tipica dei grandi, cosa rappresenta per loro scrivere e cosa si aspettano di suscitare nel lettore. Se Raymond Creeley rivela di scrivere “di ciò che non conosco”, Thornton Wilder non nasconde che scrive “per poter trovare sul mio scaffale un libro che mi piacerebbe leggere, o per vedere una commedia che potrebbe tenermi avvinto”. E per coloro che coltivano la passione per i libri, quale opinione migliore se non quella di Elisabeth Hardwick che scrive: “La passione per la lettura è il dono più grande. Costa poco. Consola, distrae, emoziona, fornisce conoscenza del mondo ed esperienza di tutti i tipi. È un’illuminazione”.




