
La notizia è di qualche giorno addietro: Tonino Perna, uno dei più conosciuti esponenti della cultura reggina, è stato nominato assessore alla cultura dal Sindaco di Messina, Accorinti.
Professore Perna, o forse dovremmo dire Assessore, ieri è stato il suo primo giorno nella giunta Accorinti.
È come il primo giorno di scuola, con la differenza che ho un ufficio stupendo, si vede l’Aspromonte, come se lo toccassi con la mano, il Sant’Elia, il porto di Messina.
Se l’aspettava la nomina da parte del Sindaco di Messina Accorinti, che le ha offerto la delega alla cultura?
Non me l’aspettavo perché c’era Sergio Todesco, un ottimo assessore alla cultura, che ha lavorato molto bene, un archeologo a cui è arrivata la nomina della Regione come direttore della Biblioteca. Io neanche lo sapevo che si era dimesso per accettare l’incarico. Poi mi ha chiamato Accorinti, una persona davvero speciale e che mi ha detto: “Lo devi fare perché sei reggino”. Un fatto storico, mai accaduto e che è indipendente dalla mia persona e dai miei meriti. Una nomina legata alla volontà di questo sindaco e della Sua giunta di costruire una città metropolitana. La mia nomina ha un grande significato anche per Reggio, perché c’è un riconoscimento al fatto che è necessario costruire l’area metropolitana dello Stretto e la mia nomina è, forse, un primo passo
Qual è la prima cosa a cui ha pensato nell’ambito del suo assessorato?
La prima iniziativa riguarderà Reggio e Messina.
Stiamo realizzando un catalogo di artisti reggini e messinesi che metteremo a disposizione delle scuole, per realizzare eventi che coinvolgano vicendevolmente gli studenti delle due città, per dare spazio e visibilità agli artisti e ai gruppi locali
Per quel che mi sta dicendo, un passaggio sul Teatro è doveroso. Messina ha una grande tradizione con il Vittorio Emanuele, ma il Cilea resta chiuso, cosa ne pensa?
Penso ciò che che pensano i reggini, un fatto negativo. Ma il problema è che Reggio è una città commissariata e l’istituto giuridico del commissariamento non è la misura adeguata per rispondere ai problemi della città. Perché i commissari devono gestire l’ordinaria amministrazione e in certi ambiti non possono fare nulla e non sono responsabili di nulla
Eppure Reggio è in profonda difficoltà…
La città è in una situazione di emergenza e di criminalità dilagante. Anche per questo ha bisogno di andare a votare al più presto.
A proposito di elezioni, posto che i commissari, a quanto sembra, si fermeranno per qualche mese in più, quale sarebbe per Lei, lo scenario migliore col quale andare a votare?
Sicuramente i partiti hanno bisogno disintossicarsi. Penso ad elezioni con più liste civiche, di scopo, tentando di realizzare ciò che è successo a Messina. Vede qui si è votato contro i partiti. Messina ha rotto con il passato e ha scelto un sindaco che definirei “naif”. A Reggio, ci manca un “Accorinti”…e si sa è difficile replicare le esperienze storiche
Quale, dunque, la chiave del successo del primo cittadino di Messina e il fallimento della politica a Reggio?
Accorinti è il frutto delle associazioni fatte dai giovani e dalla mobilitazione dei cittadini che ci credono ancora e che hanno mobilitato le migliori energie. A Reggio, i cittadini sono corresponsabili dello sfascio, perché tutto è andato bene finché si sono distribuite le prebende
Ma, Le chiedo, qualora le forze intellettuali reggine volessero occuparsi della ricostruzione della città, Lei sarebbe disponibile?
Non mi impegnerò nelle prossime elezioni, fosse stato dieci anni fa, sarebbe stato diverso. Credo, comunque, che ci voglia un’area nuova, fatta di giovani e di persone che se la sentano di affrontare questa impresa titanica. Ancor più difficile se si considera che a Reggio non ci sarebbe squadra, che è ciò che, invece, Accorinti è riuscito a realizzare a Messina
Pino Caminiti a Strill.it ha parlato della necessità di una “stagione di civismo democratico” per Reggio, cosa ne pensa?
Credo che sia un ottimo messaggio. Potrebbe, tuttavia, essere un errore tentare di pensare di ricostruirsi e schierarsi all’interno del centro sinistra. E non mi sto riferendo a precise figure di riferimento in Calabria o nel Partito Democratico calabrese. Ma è un dato storico che la sinistra è in crisi in tutta Europa, perché si è avvicinata a politiche neoliberiste, mentre al contrario la destra di oggi ha saputo parlare alle masse, conquistandosi questa enorme fetta di elettorato. I valori della centrosinistra sui quali mi sono formato appartengono ormai al secolo scorso, ma non sono tramontati del tutto. Oggi, è vero, c’è il populismo di Renzi, ma il problema che resta è: cosa accade dopo? Per esempio a Reggio è il ceto medio, intellettuale, che vota a sinistra. Per allargare l’elettorato occorrerebbe recuperare valori non ancora tramontati, come ad esempio la partecipazione democratica, nella quale molti ancora si riconoscono, ed unirli ai nuovi valori di oggi. Questa commistione, tradotta in fatto politico ed elettorale, potrebbe essere la scelta vincente
(intervista realizzata da Emanuela Martino)




