
Strade del “peccato, sentieri cittadini che accolgono e celano il groviglio dei vizi di una collettività.
Ci chiediamo:
esiste il volto di un’altra Reggio? Occulta, nascosta, apparentemente, ad occhi indiscreti, ma in fondo nota alla collettività?
Di sera il mercato del proibito e del piacere si mostra, sul lungomare, nell’area del tempietto, anche negli angoli di Corso Matteotti.
Quello che per molti è già un gigantesco club all’aperto in cui sesso, droga e malaffare prolificano indisturbati, o quasi.
E non è un fenomeno da strada se, ad una rapida occhiata sul web, pullulano gli incontri hot dal centro alla periferia.
Link nei quali i potenziali clienti possono soddisfare ogni tipo di esigenza, con tanto di filtro di ricerca per gli etero e gli omosessuali. Ma anche per chi cerca le coppie aperte, gettonatissime.
Aggiornamenti giornalieri con “new entry”, descrizioni dettagliate sulle misure del corpo e sulle tipologie delle prestazioni. Da “gattina in calore” a “cavallona dell’est” a “superdotate”, per citare solo qualche esempio, gli altri li celiamo per naturale pudore, gli annunci on line scendono nel dettaglio anche su cosa e cosa si vuol fare. E poi molte, tante foto senza veli, anche di transessuali, come minimo comune multiple che unisce tutti i post. Unico rischio che all’immagine corrisponda sempre la realtà.
Anche l’età di chi si offre varia, dai 20 ai 50. Straniere e italiane. A pagamento, si intende, anche se pubblicamente lo si nega. Difficile però pensare che dietro la frase “no mercenari”, possano esistere prestazioni gratuite e per solo “piacere”.
È il mercato del sesso on line, che è una cosa diversa dal cyber sex e che magari, a tua insaputa, si svolge sul pianerottolo di casa.
Un mondo che non ha limiti sociali e fasce di età e che si consuma nel segreto di una stanza arredata, in appartamenti essenziali e con affitti sostenuti, almeno per le zone di riferimento, ma sempre alla portata di chi li affitta.
Per un giro di affari notevole, come hanno dimostrano le indagini delle autorità giudiziarie, in cui il malaffare calabrese si mescola agli interessi della malavita internazionale.
Dall’Est, all’Ovest, dai paesi dell’area dell’ex Unione Sovietica, al Sud America.
Quanto ci guadagnano? Poco. Difficile, infatti, fare una stima sui guadagni, se come è noto, gli stessi finiscono nelle mani dei protettori, poco disposti a riconoscere “i premi” per le prestazioni.




