
di Stefano Perri – L’anno accademico è già iniziato da quattro mesi e loro ancora attendono l’avvio delle lezioni. Accade a Reggio Calabria
in due distinte situazioni, entrambe afferenti all’Università degli Studi di Messina.
Protagonisti in negativo di questa assurda vicenda sono i ragazzi del corso di Laurea in Lettere ”Docente di Lingua Italiana a stranieri”, distaccato presso la sede reggina dell’Università Dante Alighieri, e quelli del corso di Laurea Infermieristica della Facoltà di Medicina e Chirurgia distaccato presso il Policlinico Madonna della Consolazione di Reggio Calabria. Entrambi dipendenti in tutto e per tutto dall’Università degli Studi di Messina che però, stando alle segnalazioni pervenute dagli stessi studenti, sembra aver deciso di trattarli come corsi di laurea di serie B.
”Stiamo attendendo da Settembre 2012 l’inizio delle lezioni ma senza alcun risultato – scrivono a Strill.it gli studenti del corso di Lettere – il primo semestre dell’anno accademico 2012-2013 è già saltato senza poter seguire le lezioni delle materie previste”.
”Purtroppo – fanno eco gli aspiranti infermieri – ancora a gennaio non abbiamo iniziato le lezione del terzo e ultimo anno (corso con obbligo di frequenza alle lezioni). Abbiamo sollecitato più volte la situazione a tutto il corpo dell’Università con chiamate, lettere e appuntamenti con chi di dovere a Messina”.
Una situazione che sa di paradosso. Entrambi i corsi, il primo distaccato presso la Dante Alighieri ed il secondo al Policlinico di Reggio, dovevano rappresentare un fiore all’occhiello dell’Università di Messina, che già in passato si era dimostrata attenta alla domanda di formazione proveniente dalla sponda dirimpettaia dello Stretto. Uno strumento, i corsi distaccati, nato anche nell’ottica della costituenda area metropolitana dello Stretto, da più parti considerata una grande opportunità di integrazione tra i cittadini di Reggio e Messina, anche nel contesto della formazione universitaria.
E invece nulla di tutto questo. Dopo i ritardi degli anni passati, gli studenti dei due corsi si trovano oggi a denunciare, in due distinte lettere inviate a Strill.it, la loro paradossale situazione.
”Quando ci siamo lamentati – scrivono ancora gli studenti di Lettere – hanno cercato di rassicurarci promettendo che avrebbero avviato i corsi a partire dal II semestre. È Gennaio e abbiamo iniziato a sollecitare la segreteria, la presidenza, la coordinatrice, il responsabile amministrativo della sede centrale e il direttore in persona per avere informazioni su eventuali novità e orari delle lezioni, e naturalmente nessuno è stato in grado di darci risposte. La situazione è degenerata”.
”E’ da mesi che ogni settimana cambiano idea sul nostro futuro – scrivono invece i ragazzi di Infermieristica – ci dicono che sono pronti a firmare la convenzione con Reggio e dopo due giorni ci dicono che invece ci mandano a Messina. Cambiano continuamente idea. Qualche giorno fa hanno detto che se anche si firmasse un accordo con Reggio ormai sarebbe troppo tardi, perché ci sarebbero dei tempi burocratici da rispettare e fare ulteriori bandi per i professori e che saremo a Messina, ma con niente di ufficiale”.
Il tempo passa dunque e tra rinvii e rimpalli di responsabilità delle lezioni non se ne sa ancora nulla. Ed oltre al danno, denunciano gli studenti, anche la beffa, visto che oltre alle tasse di iscrizione pagatea inizio anno si avvicina anche la scadenza della prima rata del conguaglio, prevista per il mese di marzo.
”All’inizio dell’anno abbiamo pagato ben 389 € di tasse universitarie inutilmente – prosegue la denuncia degli studenti di Lettere – a Marzo dobbiamo pagare le tasse del conguaglio rateizzate tra Marzo e Luglio. Inoltre molti di noi perderanno la borsa di studio perché, non essendoci le lezioni e di conseguenza non potendo fare gli esami delle materie del terzo anno, non potranno raggiungere i crediti necessari per beneficiare di essa”.
Per quanto riguarda la Facoltà di Lettere, a monte del problema, secondo quanto ricostruito dagli studenti dopo mesi di richieste ed incontri, è un difetto di comunicazione (e di competenza) tra l’Università di Messina e la sede distaccata della Dante Alighieri, rispetto ai contratti dei Docenti. ”Nessuno si prende la responsabilità di questo corso – scrivono gli studenti – tra l’altro interessantissimo, ma evidentemente ci stanno facendo cambiare idea ed è un vero peccato. Oltretutto si tratta di un corso a frequenza obbligatoria e i professori sono assunti a tempo determinato (a contratto). Ovviamente – conclude la missiva inviata dagli studenti – giunti al terzo anno non si possono accettare queste realtà scandalose. Ci stanno costringendo a ritirarci o trasferirci altrove al terzo anno! Sottolineiamo la gravità dei fatti! È vergognoso il disinteresse nei nostri confronti: si sono giustificati per la mancanza di questi contratti dicendo che siamo pochi iscritti. Noi siamo 16 iscritti e c’è la possibilità che l’ Università di Messina li perda tutti e 16, perché altrimenti rischiamo di restare fermi per molto tempo ancora”.
Ancora più grave, se possibile, è la situazione degli studenti di Infermieristica. ”Noi studenti siamo stati vincitori di un concorso – scrivono – in quanto corso di laurea a numero programmato, con sede a Reggio, ma purtroppo sembra che questo non ci venga garantito. Dov’è andato a finire il nostro diritto allo studio? Dopo aver pagato tutti le tasse di iscrizione a settembre e prossimamente quelle del conguaglio? Per non parlare dei sacrifici e difficoltà economiche che dovremmo fare se saremo trasferiti a Messina: sia per chi prenderà una casa (se la trova) o per chi dovrà viaggiare tutti i giorni da Reggio, considerando che noi studenti non siamo tutti della città ma molti arrivano dall’intera provincia. O nel peggiore dei casi alcuni essere costretti a mollare gli studi”.
L’impressione è che alla base del problema ci sia la mancanza di risorse, necessarie per i contratti dei docenti e l’attivazione definitiva dei corsi. Insomma gli effetti dei tagli drastici al sistema italiano della pubblica istruzione iniziano a produrre i propri devastanti effetti. Ciò che è assurdo è che in entrambi i casi segnalati dagli studenti, si tratta di corsi di laurea non di nuova attivazione, ma già giunti al terzo anno e per i quali dunque sarebbe necessario garantire la possibilità agli studenti di completare il proprio ciclo di studi.




