
di Emanuela Martino – Non ci credo ma ci provo. Potrebbe essere questa la chiave giusta con la quale gli aspiranti docenti si sono presentati nelle sedi indicate dal Miur per la prima
prova del concorso che, in tutta Italia dovrebbe assegnare ben 11. 542 cattedre per le scuole di ogni ordine e grado.
Nella nostra regione le domande inoltrate al Ministero sono state in tutto 17.305 su circa 300.000 nazionali, per circa 900 posti messi a disposizione e da coprire al prossimo settembre.
Numero che non tiene conto degli esuberi e degli aspiranti delle graduatorie ad esaurimento ai quali va destinato il 50% dei posti per le immissioni in ruolo.
Non un caso, quindi, se, in Calabria, come del resto in altre regioni italiane, per alcune tipologie di insegnamento il concorso non sia stato bandito, vedi ad esempio le discipline giuridiche o biologiche, così che, molti conterranei hanno deciso di sostenere il “quizzone” in altre città.
Una speranza per alcuni, un’occasione da non perdere, per quanti, ad esempio, hanno saltato l’edizione del 1999- 2000, l’ennesima “bufala” dei politici italiani, per coloro che, invece, hanno deciso di non partecipare o silenziosamente o con metodi più plateali, inscenando flash mob davanti al Ministero.
Quel che è certo è che la selezione, almeno dai dati riferiti alla giornata di ieri ha consentito di far passare il turno a 33.6% degli aspiranti. In Calabria, nello specifico, la media si è attestata sul 20,8%. Penultimi e “battuti” solo dal Molise, con il 20,7, e preceduti dalla Basilicata (21,6). Nella dirimpettaia Sicilia, per dare un altro dato, su 19.536 partecipanti, la percentuale di superamento del test è stata del 26.3%.
Ma sono numeri che non danno conto della preparazione “regionale” dei docenti, poiché molti hanno tentato fortuna altrove, e non solo per ragioni legate ai posti banditi. Anche per scelta. E ci si chiede quanti calabresi, o meridionali, ci siano in quel 44,4% della Toscana, 44,1% della Lombardia e 40,8% del Piemonte.
Quella di ieri e oggi, una scrematura comunque necessaria, su standard internazionali, prima delle prove di indirizzo, una scritta e l’altra orale, che si svolgeranno nei primi mesi del 2013.
Non senza polemiche, relative soprattutto all’efficacia di un concorso che ha basato la preselezione su test di logica, informatica e lingua inglese.
Piazza comune di dibattito “Facebook” dove non solo nei giorni scorsi si potevano leggere le riflessioni accorate di quanti, soprattutto docenti precari, si sono visti costretti ad affrontare quiz di insiemistica o di serie numeriche, ma anche di molti che hanno riscontrato vistosi errori ortografici nella batteria di domande messe a disposizione dal Miur.
Settanta batterie di 50 domande ciascuna, per circa 3500 quesiti che il computer ha rielaborato per ciascuna sessione. Immediato poi, il riscontro per verificare se si è raggiunta la fatidica quota 35/50 indice del superamento del test. A Reggio molti sono stati gli istituti che hanno messo a disposizione i propri laboratori per il concorso. Dalle scuole superiori alle elementari.
Quattro sessioni per i test, fissate per le ore 9 – 11 – 15 e 17.30.
Una procedura che si sarebbe svolta con regolarità, tanto che già dopo poco più di un’ora i candidati erano già usciti dai plessi scolastici. Con amarezza, qualcuno, per non avere superato una prova per una manciata di numeri.
E oggi si ricomincia con l’ultima giornata di prova.
Nel frattempo il Miur rende noto che il prossimo 8 gennaio, indipendentemente dal risultato ottenuto, sarà possibile visualizzare la prova effettuata e rendersi conto degli eventuali errori.
In attesa della seconda fase, lo scritto di indirizzo e la prova orale che, novità assoluta, sarà costituita dalla simulazione di una lezione da parte del candidato.
Quanto al Ministro in pectore, Francesco Profumo, elezioni politiche a parte, ha confermato che il prossimo concorso si svolgerà regolarmente nel 2013.




