
Affronta tutti gli argomenti Nichi Vendola, il leader di Sel, che abbiamo incontrato nei giorni scorsi, in occasione della sua visita calabrese
. Parole dure e critiche aspre nei confronti dell’eccessivo rigore. Patrimoniale, un punto fondamentale della sua politica ed un governo per metà femminile. Un leader che si prepara ad affrontare le primarie senza attaccare i suoi avversari, ma centrando il fulcro dei problemi.
Oggi la linea rigida dell’esecutivo nazionale che impone agli enti locali di non sforare col patto di stabilità, ha creato non poche discussioni, qual è la conseguenza reale?
“So cosa vuol dire per gli enti locali amministrare con le poche risorse elargite dal governo nazionale. Specialmente poi quando c’è un governatore che distribuisce le risorse tra figli e figliastri. I sindaci in particolare, sono il front-office della disperazione, tutti i giorni alle prese con i problemi della gente. L’eccessivo rigore dell’esecutivo nazionale blocca la capacità degli enti stessi di poter investire quindi di incrementare delle situazioni di sviluppo”.
Dov’è, secondo lei, che bisognerebbe esercitare un maggiore rigore in realtà?
“Il rigore bisogna esercitarlo nella spesa corrente smettendola di gonfiare enti inutili e di assumere il personale con criteri clientelari”.
Ipotizziamo che lei vinca le primarie e che alle elezioni si ritrovi ad essere il nuovo presidente del Consiglio italiano, quali sarebbero le sue priorità?
“Costituirò, innanzitutto la mia squadra, un governo composto al 50% di donne. Tra i primi provvedimenti alla guida della presidenza del consiglio dei ministri metterò il riconoscimento del diritto di cittadinanza per gli immigrati nati in Italia. Altro punto in agenda sarà la ridefinizione del programma per i cacciabombardieri militari; una parte delle risorse destinate al programma in questione sarà invece utilizzata per la messa in sicurezza delle scuole”.
E sulla questione fiscale?
“Aprirò la discussione sulla questione fiscale e porterò avanti la linea già sperimentata in Francia dove sono stati tassati del 75% i redditi alti ed è stata diminuita la pressione fiscale sui redditi delle classi meno abbienti. Per i miei primi cento giorni da presidente del consiglio ho un altro obiettivo: abolire l’Imu per i ceti più svantaggiati, ovvero la patrimoniale dei poveri”.
La querelle tra Bersani e Renzi ha interessato tutta Italia, ma lei se n’è tenuto fuori, come mai?
“Io pensavo che l’obiettivo per il futuro dovesse essere il ricambio della politica per il bene del Paese e invece la discussione ha riguardato esclusivamente la nomenclatura. Renzi ha giocato alla rottamazione di Dalema e al ripescaggio di Casini. Io credo che non abbiamo bisogno di formule magiche ma di considerare seriamente la violenza fatta alla scuola pubblica in questi anni, insieme al destino di precarietà che si prospetta per i nostri giovani”.
Dovesse fare un bilancio dell’epoca “Berlusconi” cosa direbbe?
“Il berlusconismo è stata un’epoca in cui ha regnato il degrado morale, le offese verbali, in cui sono state distrutte le agenzie educative, in cui il più forte ha dominato sulla carne di chi lavora nel ciclo produttivo. Io credo che il centrosinistra debba quindi puntare al reale cambiamento contro tutto ciò”.
Nei giorni scorsi si è aperto il processo al governatore Scopelliti per il caso Fallara, anche lei in Puglia è stato processato e poi assolto, ed aveva dichiarato che nel caso di una condanna avrebbe dato le dimissioni, come mai e cosa si sente di consigliare al suo collega?
“Il motivo per cui se fossi stato dichiarato colpevole, come invece non è avvenuto, avrei abbandonato la scena politica è molto semplice, per come sono fatto non avrei sopportato l’urto di una condanna, che come istituzione sarebbe stata vergognosa anche se ingiusta, per questo motivo, avrei continuato a difendermi nell’iter processuale come privato cittadino senza implicare l’onore delle istituzioni. Tutti dovrebbero pensare di fare lo stesso e di affrontare il processo senza lamentele, così come ho fatto io, recandomi nelle aule del tribunale e sostenendo la mia difesa.”
“Siamo andati a dormire con l’ansia e ci siamo svegliati con l’allegria”, con queste parole ha aperto la conferenza nel capoluogo catanzarese, qual era la paura concreta?
“Ho avuto il terrore che sul mondo tornasse a soffiare il vento della destra. Se Obama fosse uscito sconfitto dalle consultazioni elettorali, sarebbe stata una tragedia per tutto il mondo, la fine del welfare come paradigma di civiltà




