
di Guido Leone – In questi giorni il Ministero dell’Istruzione ha presentato i risultati dell’ultima indagine sugli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole di ogni ordine e
grado del nostro Paese relativi all’anno scolastico 2011-2012.. Gli esiti confermano che la multietnicità è divenuta una realtà significativa anche della scuola calabrese e, per di più , in continua crescita, e comunque un elemento strutturale del nostro sistema scolastico. Dall’espansione delle consistenze e delle nazionalità degli alunni stranieri consegue che un numero sempre più crescente di operatori e famiglie è coinvolto nelle problematiche di accoglienza e di integrazione di questi bambini e ragazzi. Questo in prima battuta. Gli enti locali,poi,ognuno per parte sua,come vedremo,nella gestione dei servizi a supporto.
E’ importante,quindi,approfondire il fenomeno che di seguito analizzeremo nelle sue particolarità.
Costante ma rallentata crescita degli alunni stranieri.
Solo nel 2005/2006 erano 431.211 ;oggi il numero è pari a 755.939 unità. L’anno scorso era di 711.064.Come si vede un trend più contenuto rispetto agli altri anni.
Sempre dai dati ministeriali la Lombardia è la regione italiana che ospita il maggior numero di alunni immigrati 184.192, seguita dall’Umbria 11,4%, la Lombardia con il 10,3%. Al 16° posto la Calabria con 11.715 allievi. Negli ultimi anni si può, dunque, rilevare come la crescita, da lenta e graduale, quale era stata per oltre un decennio, è stata velocissima, se non tumultuosa, anche per effetto dei provvedimenti di regolarizzazione.
La presenza nelle scuole calabresi.
La scolarizzazione di stranieri tenderà a consolidarsi e ad aumentare. Gli alunni non italiani ora alla scuola dell’infanzia e alla primaria elementare- le nuove leve scolastiche – rappresentano quasi i due terzi del totale di alunni stranieri. Il futuro inter-etnico siede già sui banchi di scuola. Ed anche sui banchi delle scuole reggine.
Infatti le scuole di ogni ordine e grado della regione calabrese sono state frequentate nello scorso anno scolastico da 11.715 ,di cui 2.175 nella scuola dell’infanzia, 3.840 nella scuola primaria, 2.731 nella scuola secondaria di 1° grado e 2.969 nella scuola secondaria di secondo grado.
Nel Reggino.
La provincia di Reggio Calabria si conferma tra le consorelle calabresi quella a maggior incidenza del fenomeno. Infatti, le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Calabria sono state frequentate da 4.117 allievi con cittadinanza non italiana .
A seguire Cosenza con 3.795 allievi, Catanzaro con 1.900, Crotone con 988 e Vibo con 915.
In Calabria è Reggio il comune più popolato scolasticamente da allievi stranieri che ammontano a 1.570,il 5,0% sul totale della popolazione scolastica.
Nel Reggino nell’anno scolastico 1998/99 gli alunni stranieri erano 377; nel 1999/2000 erano 486; nel 2001/2002 erano 642,nel 2002/2003 erano 913;nel 2003/2004 1.057;nel 2004/2005 1.166;nel 2005/2006 1.385 ;nel 2007/2008:2.721;nel 2.009/2010:3459.
Dunque, come si può ben vedere, un costante incremento percentuale delle iscrizioni di alunni stranieri nella nostra provincia.
Nella nostra provincia la scuola primaria ha ospitato il gruppo più consistente di allievi:1.359;l’infanzia:873;la media :902;il superiore:983,dove l’aumento è sempre più costante. In quest’ultimo grado di scuola la presenza dei ragazzi stranieri di distribuisce così:264 nei licei,384 nei tecnici,253 nei professionali,82 negli artistici.
Una vera e propria ONU nelle scuole.
Il quadro ricavabile dai dati dell’indagine riflette una vera e propria ONU disseminata nelle aule scolastiche del Paese. Sono 200 le nazionalità diverse degli alunni presenti nelle scuole del Paese, una varietà di lingua, culture ,etnie, razze.
Lo stato estero più rappresentato in Italia è la Romania con 141.050 alunni, seguito dall’Albania , dal Marocco e dalla Repubblica popolare cinese,dalla Moldavia,dall’India,dalle Filippine.
Sul totale di 4.117 allievi stranieri nel Reggino la provenienza per continente si distribuisce come segue:dall’Europa 2.560,di cui UE 2008; dall’Africa 831 ; dall’ America 99, dall’Asia 560; dall’Oceania; 56 senza indicazione.
Sono in tutto 80 le cittadinanze rappresentate nel Reggino,tra queste primeggia quella romena e a seguire quella marocchina,filippina ,moldava,indiana.
Alunni con cittadinanza non italiana nati in Calabria e a Reggio.
I dati sulla natalità e fecondità della popolazione residente in Italia indica un calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani a fronte di un aumento dei nati da almeno un genitore straniero o entrambi genitori stranieri,pur se con un ritmo più contenuto. Questa tendenza ha determinato l’aumento degli stranieri di seconda generazione.
Infatti, gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia nell’ a.s. 2007/2008 e iscritti nelle scuole calabresi di ogni ordine e grado erano 1.319. Nell’ a.s. 2011/12 sono stati 2.096.Di questi nel Reggino,973,così distribuiti per ordine di scuola:539 nell’infanzia;260 nella primaria;105 nella media di primo grado;69 nelle scuole superiori.
Diritti di cittadinanza.
Si tratta delle seconde generazioni,un segmento particolare della popolazione scolastica di origine straniera,con esigenze e bisogni educativi diversi da quelli degli allievi di recente immigrazione. Hanno in comune con i ragazzi italiani la stessa scolarizzazione,parlano quasi sempre la nostra lingua,hanno gusti e interessi uguali o simili ai coetanei italiani. Non presentano in genere criticità scolastiche particolari. Li rende diversi solo la pelle,la religione,l’origine.
Insomma,la cosiddetta seconda generazione ha un altro tipo di impatto sul sistema scolastico italiano in quanto l’ostacolo non è la lingua,problema maggiori per un ragazzo immigrato. Il nascere e crescere nel Paese ospitante può fungere già come una sorta di ammortizzatore sociale. Ma non basta. Giustamente con sempre maggiore consapevolezza e determinazione reclamano la revisione della normativa in materia di cittadinanza. Ripetutamente abbiamo chiesto che,in attesa di una modifica della legislazione peraltro bislacca,l’ente locale conceda una cittadinanza onoraria a questi ragazzi ,quantomeno per diritto di cultura,sì da rimuoverli dall’inevitabile senso di precarietà,se non di estraneità e di distinzione rispetto ai coetanei.
La scarsissima presenza di mediatori e facilitatori nelle scuole.
Resta fondamentale per la scuola la disponibilità di mediatori linguistici e culturali,di facilitatori didattici,con i corsi di appoggio e di tutoring per gli alunni stranieri,col sostegno economico più allargato per le scuole che ospitano numeri alti di immigrati.
Anche le nostre scuole reggine e calabresi in questi anni hanno sperimentato modelli organizzativi diversi, pratiche per l’accoglienza, azioni di approccio al processo di integrazione. Insomma, sia pure con fatica le istituzioni scolastiche si sono caratterizzate per una pedagogia dell’accoglienza e dell’integrazione. Ma non ci nascondiamo che, tra le difficoltà che determinano l’insuccesso scolastico, la barriera linguistica e culturale è quella più rilevante, primo anello di una catena di esclusioni che si amplificano via via che si sale nel grado di istruzione.
Ecco perché non si può pensare ad una azione educativa della scuola che sia avulsa dal contesto educativo delle città e, viceversa, le azioni delle amministrazioni comunali sarebbero velleitarie se non sono coordinate con le azioni di tutti gli altri soggetti, di cui la scuola è uno dei più importanti. Occorre affrontare il problema con un rafforzamento della cooperazione tra scuola e città e nell’attuazione di politiche efficaci di integrazione sociale.




