
Riceviamo e pubblichiamo la lettera della moglie di un detenuto che era nel carcere di Laureana (RC): Chi scrive è una moglie, una mamma con il cuore infranto, delusa dalla vita,
ma ancor di più delusa dallo Stato, delusa da chi ci governa, da chi promette bene e razzola male, da chi infrange i nostri sogni, da chi distrugge il nostro futuro, da chi toglie la speranza alla felicità ed alla serenità…
Sono la moglie di Francesco Gramuglia, un giovane che purtroppo nella vita ha sbagliato e che oggi sta pagando un prezzo altissimo per il suo errore“non ha da anni la libertà”, il dono più importante per noi esseri umani.
Tutto ebbe inizio la sera del 10 Maggio 2006 quando a tarda sera venne convocato presso la C.C. di Bagnara Calabra per un semplice interrogatorio, almeno credevo. Dico “semplice” perché incredula di quello che andavo a sentire, da quella sera non furono più ore, giorni o mesi, ma furono anni aspettando che ritornasse a casa a rivedere me e il suo piccoletto, lasciato in fasce e ritrovato un piccolo grande ometto, forse cresciuto troppo in fretta.
Fu proprio dopo quella maledetta notte che con il tempo mi resi conto degli ultimi mesi trascorsi accanto a mio marito, una persona splendida, solare ed unica per me!
Dal giorno seguente capii che dovevo affrontare una situazione più grande di me, di noi, una vetta altissima da scalare, ma grazie all’aiuto e alla spinta della mia famiglia e alla forza costante di Dio, pian piano intrapresi questo nuovo e duro cammino senza speranze e pieno di ostacoli, un cammino che mi ha insegnato tanto, ma mi ha anche tolto tanto, perché infondo solo dal forte dolore cresci e ti formi e non dall’agio e dalle passerelle televisive.
Vedevo mio marito ogni settimana e per questo mi ritengo una delle poche donne fortunate, fu portato subito presso la casa circondariale di Palmi, vicino casa, e lì rimase fino ad aprile del 2009, durato quegli anni per potersi mantenere prestò servizio prima lavorando in cucina, subito dopo come “porta spesa” nelle celle e col tempo, guadagnandosi la fiducia di tutto il personale e delle guardie penitenziarie, presso i conti correnti dello stesso carcere.
Ma fu a metà aprile del 2009 che nelle nostre vite, ma soprattutto nella sua vita, arrivò un grande raggio di sole, una luce che scaldò sin da subito i nostri cuori.
Da Palmi venne trasferito presso l’istituto penitenziario “Luigi Daga” di Laureana d Borrello; questo istituto ci aveva ridato la speranza, la vita, primo istituto in Italia a sperimentare la custodia attenuata per i giovani detenuti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, nato per offrire finalmente ai giovani un cammino di riflessione consapevole, un nuovo percorso detentivo alternativo, un modo migliore per un giusto ritorno in una società civile.
In questo istituto Francesco sin da subito lavorò nella piccola ma tanto accogliente fabbrica di ceramiche, anche qui passò in cucina come cuoco e aiutante cuoco, subito dopo ai conti correnti e da qui la sua vita iniziò di nuovo a colorarsi dei mille colori dell’arcobaleno.
Nel gennaio 2011 la direttrice del carcere gli propose un lavoro esterno all’istituto suddetto, gli propose di lavorare presso il “mattatoio di Laureana”, 3 giorni a settimana e comportava, l’uscita dall’istituto, il lavoro esterno e la possibilità di recarsi sul luogo con la sua macchina; nel febbraio 2012 la speranze crescevano sempre di più, la luce diventava più intensa e la nostra gioia non aveva limiti, la visione del suo cammino verso la fine della pena stava ormai cambiando, fu mandato a lavorare presso la propria azienda agricola, dal lunedì al sabato rientrando a Laureana solo nel tardo pomeriggio, il nostro futuro iniziava a riprendere forma e il nostro bambino aveva finalmente la tanto desiderata figura paterna, nello stesso tempo iniziò anche a godere dei permessi premio e fu così che con un po’ di ritrovata tranquillità decidemmo di allargare la nostra famiglia, e sotto la guida e la volontà di Dio, mi trovo al 9° mese di gravidanza!
Ma le cose belle, a quanto pare, non sono fatte per durare in eterno infatti da poco la nostra gioia si è interrotta con la notizia della chiusura temporanea della casa circondariale “Luigi Daga”…. Chiude in un batter d’occhio, da sera a mattina, con una banalissima tranquillità, facendo crollare le nostre vite, la nostre speranze e tanto altro, ma la mia grande preoccupazione va verso mio marito che è stato strappato alla sua ritrovata quotidianità e trasferito presso il carcere di Paola (CS), ed a tutti i detenuti che come lui si sono ritrovati a fare i conti con le condizioni disumane in cui le nostre carceri versano a causa del sovraffollamento di gente, di sogni infranti e di vite spezzate… mi chiedo che ne sarà di loro? Sono pacchi postali o esseri umani? Non potranno più avere la serenità che solo un istituto come quello di Laureana sapeva dare loro? Questo istituto riusciva con serenità a sottrarre i giovani dal marcio, dalla criminalità organizzata, per vivere una nuova vita lontana dal male .
E ancora mi chiedo…. Che futuro darò ai miei figli? Quale esempio di rispetto della persona darà lo Stato a queste nuove generazioni? È ciò che di più mi tormenta… gli uomini hanno sempre sbagliato, ma Dio ha lasciato il perdono sperimentando la pace, ricevendo pace. L’amore… solo con l’amore si può pagare, ma chiudendo una realtà così bella per tutti i ragazzi che ne facevano parte, oggi lo Stato ha solo contribuito ad incrementare il male, perché dalla fase di recupero in cui si trovavano, si sono ritrovati nel buio come bestie in gabbia, nel vuoto e nell’angoscia.
Voglio menzionare l’articolo 27 della nostra Costituzione che prova a far capire a chi ci governa, che le pene devono tendere a rieducare il condannato in modo da consentire il suo ingresso nella società sia a livello morale che produttivo; durante il periodo di detenzione sono previsti corsi formativi e attività lavorative atte a qualificare professionalmente i detenuti!
Mi chiedo quale Istituto di pena o per meglio dire quale carcere attua tutto ciò? NESSUNO!!!!
Aprite di nuovo il “Luigi Daga” e ridateci la possibilità e la voglia di sorridere ancora, il mondo non può essere solo in mano ai più forti dimenticando i più deboli e chi una vita non ce l’ha!!!
GRAZIE!!!




