
del sindaco Demetrio Arena e la vicenda dei forestali. Mentre il primo cittadino chiamava a raccolta le categorie produttive l’altra categoria era già raccolta a palazzo Campanella. Mentre Arena invocava la coesione e la conseguente unità d’intenti nella difesa della città, i forestali si compattavano per una clamorosa protesta, con tanto di poliziotti in assetto antisommossa. E mentre Arena indicava la via per scongiurare gli effetti negativi di un Commissariamento che comunque da qualsiasi parte lo si guardi è e sarebbe sciagurato, in Consiglio regionale i forestali aumentavano la pressione sull’istituzione per scongiurare un provvedimento che volenti o nolenti (ma certo non a scapito della forma) va fatto. Tuttavia, se l’operazione portata avanti dai forestali ha conseguito l’obiettivo, e cioè quello di rimettere in discussione una Riforma di cui si sente da anni effettivo bisogno, ma che è stata bocciata dall’aula, il sindaco Arena rimane ancora sospeso nell’incertezza di non raggiungere l’obiettivo. Che è quello di evitare, in uno, Commissariamento e dissesto. La duplice partita di Arena appare dura quanto lo scontro che ha visto i forestali opposti all’istituzione. Che in quest’ultimo caso, con decisione, ha scelto di andare in aula per non vedere in qualche modo piegata la volontà politica al moto della piazza.
Ma per Arena è proprio dura. Talmente dura che la scelta del primo cittadino di affidarsi alla comunicazione asciutta e diretta, tanto diretta da non consentire domande, appare come un ultimo estremo tentativo, di risvegliare un orgoglio “di popolo” forse sopito in una comunità frastornata. Tra pericoli incombenti, decisioni imminenti,scioglimenti scontati e responsabilità limitate, tra modelli di governo e realtà socio culturale, e che non si fa mancare neanche una guerra di manifesti. Ma una risposta ce l’ha data Confindustria con il suo presidente interventista. Presente sulla scena, e partecipe della vita cittadina. Né con l’uno né con l’altro. Noi siamo per la legalità. Insomma una delle categorie produttive di peso a cui Arena aveva chiesto aiuto ha inteso, come si usa dire, mettere i puntini sulle “i”. Materializzando, se vogliamo, i timori di Arena, che fino ad oggi aveva accuratamente evitato di prodursi, al di là degli interventi in Consiglio comunale, in quello che si è rivelato un assolo, che rischia di essere percepito dalla comunità reggina in una qualche maniera provocatorio, anche per i frequenti richiami ad una Reggio attualissima, ma che non c’è più. È anche vero che Arena ha centellinato frasi forti e concilianti, pronunciando diverse volte la parola fiducia. Quella che in sostanza chiede ai reggini.




