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''Articolo 23'', il testamento di amore e speranza di Vittorio De Seta per la Calabria

29 Agosto 2012
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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vittoriodeseta
di Anna Foti –
Muove i primi passi nel mondo del cinema come aiuto regista al fianco di Mario Chiari e Jean Paul Le Chanois, prima di dedicarsi alla sua vocazione di

documentarista e sceneggiatore. Vittorio De Seta, nato a Palermo ma morto nella sua dimora di Sellia Marina nel catanzarese il 28 novembre dello scorso anno, ha narrato con le immagini la Sicilia (‘Pasqua in Sicilia’, 1955), la Sardegna (‘Un giorno in Barbagia’, 1958), la Calabria (‘I dimenticati’, 1959) nei suoi corti di cui uno in particolare dedicato a Stromboli, ‘Isola di Fuoco’, premiato al festival di Cannes nel 1955.
Il suo primo lungometraggio reca la data 1961 ‘Banditi a Orgosolo’, sceneggiato con la moglie Vera Gherarducci, una lezione di neorealismo ambientata in Sardegna e che si aggiudica l’Opera prima al Festival di Venezia e il Nastro d’Argento alla migliore fotografia. Del 1969 è ‘Un uomo a metà’, mentre tra il 1969 e i primi anni 1970, trasferitosi in Francia, gira ‘L’invitata’, apprezzato da Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.
Da subito indimenticato regista e sceneggiatore, Vittorio De Seta ha raccontato con finezza e passione la vita e la fatica del lavoro del proletariato meridionale, dando voce ai minatori nisseni, ai pescatori siciliani, ai pastori della Barbagia, ai migranti africani in Italia (lungometraggio ‘Lettere dal Sahara’ 2006). Una opera significativa scandita da film, documentari e riconoscimenti, quella del regista palermitano calabrese di adozione, morto nella sua dimora di Sellia Marina, Catanzaro, nel novembre del 2011 all’età di 88 anni. Il suo legame con la Calabria, dove viveva dagli anni Ottanta dopo essersi trasferito per realizzare documentari per la televisione, è stato al centro del documentario così intitolato nel 1993.
Ed è proprio Vittorio De Seta ad incorniciare la Calabria nell’ambito del cortometraggio collocato nell’ampio progetto internazionale – ‘All human Rights for all’ – realizzato nel 2008 per i 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Una pellicola no profit, di forte impegno sociale ed autorevole manifestazione di un cinema che risponde pienamente alla sua autentica vocazione e missione di veicolo artistico squisitamente culturale dove anche la Calabria con l’incantevole borgo di Pentedattilo, in provincia di Reggio, quale luogo emblematico di tutti i ‘Sud’ del mondo è stata ispirazione per il corto diretto dal già compianto regista e sceneggiatore Vittorio De Seta e dedicato, non a caso, ad un articolo 23 – da qui lo stesso titolo –  quotidianamente calpestato quale il Diritto del Lavoro. ‘Articolo 23 ‘come il suo anno di nascita nel Novecento che ha segnato con la sua arte ed il suo sguardo sul mondo. Una produzione Ram Film, Maga Films e Officine Arti per il suo ultimo corto girato a proprio a Pentedattilo dove, con un retrospettiva, è stato ricordato in occasione della settima edizione della kermesse internazionale di cortometraggi appena conclusasi nel suggestivo borgo e dedicata a colui che è stato ricordato come un maestro, instancabile fautore della necessità di cambiamento.
Dunque sua la firma del volto della Calabria nell’ambito di questo progetto umanitario internazionale realizzato con il contributo volontario di tanti artisti delle immagini nell’ambito dell’iniziativa ‘Human Rights day 2008’ coordinata dall’associazione Rinascimento e della campagna patrocinata dalle Nazioni Unite, sostenuta dalla Fondazione Internazionale don Luigi Di Liegro, con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Roma e del comune di Genova. Distribuito dall’Unione Circoli Cinematografici dell’Arci (UCCA).
‘All Human Rights for All’, sguardi del cinema italiano sui diritti umani nel film collettivo no profit realizzato da registi, sceneggiatori, attori, produttori e tecnici della scena cinematografica italiana. 30 cortometraggi ispirati ai 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani realizzati in molte regioni d’Italia nel 2008 nel sessantesimo anniversario della Magna Carta dell’Umanità, adottata dall’Onu il 10 dicembre 1948. E tra questi anche ‘Articolo 23’ girato da Vittorio De Seta in Calabria, a Pentidattilo; il suo ultimo corto dedicato al diritto al lavoro, al lavoro come valore e come patrimonio e non come merce, nel cuore della Valle Grecanica in provincia di Reggio. Un testamento di speranza e di amore per la Calabria, nuovamente esplorato a Pentedattilo con gli occhi, con le orecchie e con l’anima. In memoria di Vittorio De Seta.

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