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Linee guida per Reggio Citta' Metropolitana

6 Luglio 2012
in Storie
Tempo di lettura: 7 minuti
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reggio_calabria
di Giuseppe Tuccio –
Questa pubblicazione ambisce ad assicurare alle rappresentanze degli Enti Pubblici interessati al tema della Città Metropolitana di Reggio Calabria un contributo

di conoscenza  afferente le problematiche concernenti prioritariamente la pianificazione territoriale nei suoi articolati profili, maggiormente evidenziate a conclusione di un lungo itinerario normativo che dal 1990 al 2011 ha assecondato l’evolversi delle grandi mutazioni concernenti appunto le “aree vaste”.
La riconosciuta tardività dell’intervento normativo si è peraltro incrociata con l’emergere di divergenti posizioni politiche (tra “resistenze” dei Comuni storici e le diffuse tentazioni pan regionalistiche), soprattutto con riferimento alla scelta dei criteri di fondo della riconosciuta capacità impositiva in favore della Città Metropolitana e dell’assegnazione alla stessa di ambiti patrimoniali, destinati a costituire un elemento fondamentale dell’asset del nuovo Ente.
L’impegno degli Autori è stato rivolto anche alla esigenza di porre in luce il fondamentale obiettivo dell’armonizzazione dei rapporti tra gli Enti Pubblici interessati (Regione, Provincia, Comune), soprattutto quanto alle competenze derivanti appunto dal riordino territoriale.
Un particolare interesse è stato riservato all’analisi di un fenomeno, la cui manifestazione probabilmente non si era prefigurata nei termini in cui esso si è presentato alla osservazione degli analisti politici e tecnici.
Ci si riferisce all’evolversi sempre più impegnativo delle iniziative espresse dal “territorio” che, pur sollecitando la esaltazione di realtà culturali ambientali di marcata matrice identitaria, in definitiva si propongono come testimonianze assai interessanti di quella Intelligenza Territoriale (Morace) che in definitiva dovrà identificarsi nel motore intellettuale per la esaltazione dei più profondi fattori di metropolizzazione, che, nella specie della Città di Reggio, qualificheranno la proposta politica, tenendo conto delle obiettive difficoltà desumibili dalla limitata dimensione demografica del Comune di Reggio nonché della conseguente capacità persuasiva, sotto il profilo della qualificazione del merito tecnico politico, quantomeno per il carattere di “straordinarietà” dell’innesto normativo ( comma 2 art. 23 legge n. 42/2009) in favore della nostra città .
Nel testo si è avuto cura di portare all’evidenza il problema di fondo dell’”Area Metropolitana” nel senso cioè che l’esplorazione di esso deve proiettarsi oltre le comuni tendenze alla razionalizzazione degli aspetti sociale ed organizzativi sicuramente interessanti (servizi, mobilità, trasporti, fisco, etc) mirando piuttosto a far maturare il convincimento che in definitiva si è in presenza di un cambiamento radicale molto più complesso.
E’ stato quindi sottolineato il richiamo ai fondamentali principi proposti nel “Libro Verde sulla Coesione Territoriale adottato dalla Commissione Europea (ottobre 2008), dallo Schema di Sviluppo dello Spazio nonché dal Regolamento per la Programmazione Comunitaria 2007-2013, che in definitiva si collocano come sistemi normativi di primo livello, il cui contenuto programmatorio risulta trasfuso in provvedimenti nazionali  (Disegno Strategico Nazionale – MIT – DICOTER 2005 e successive modifiche) con previsioni espresse di “Piattaforme di rilievo nazionale tra cui alcuni interessanti proprio la provincia di Reggio Calabria”.
Ma l’incipit del testo è orientato verso una approfondita analisi dedicata alla mission della Città Metropolitana che è unanimamente conosciuta come proiettata verso la ottimizzazione delle risorse urbanistiche ed ambientali per generare le condizioni di uno sviluppo locale endogeno e duraturo del territorio, attraverso una strategia di governance, avendo privilegiato quale orientamento assiologico  più convincente e produttivo quello dello strategic planning .
Più specificamente la trattazione dell’Area Territoriale Integrata dello Stretto è stata affidata a studiosi della pianificazione territoriale, di profondi conoscitori della realtà geografiche mondiali, per mettere in adeguato rilievo le straordinarie, specifiche peculiarità dell’Area dello Stretto di Messina, di giuscostituzionalisti, etc..
Un particolare interesse è stato rivolto verso la riscoperta del ruolo del capitale sociale e culturale del territorio, con la esortazione tesa ad orientare Reggio come Città creativa, capace cioè di produrre attrazioni, attirare e trattenere nuove risorse in una attuazione intelligente delle cd politiche di prossimità .
Al di là di ogni facile enfatizzazione, ma rifuggendo da acritiche svalutazioni dell’iniziativa, tutti gli Autori sono concordi nel ribadire che l’obiettivo finale (oggi probabilmente letto in chiave utopistica) è quello di immaginare l’Area dello Stretto come capace di proporsi nella dimensione di laboratorio ideale per tentare una proposta alternativa di sviluppo che punti ad integrare saldamente, attraverso la Città Metropolitana dello Stretto, l’intero Mezzogiorno nello spazio economico nazionale e mediterraneo, mediante la intelligente dedizione verso attività strategiche locali assai rare da riscontrarsi in ambito nazionale.
E’ stato opportunamente evidenziato come nella elaborazione del Disegno Strategico Nazionale è stata prevista per quest’Area una straordinaria opportunità nella individuazione di una “Piattaforma” che dovrà costituire la testa di ponte dell’Europa verso il Mediterraneo, agganciando, in stretto rapporto di funzionalità, il territorio dello snodo internazionale di Gioia Tauro con il triangolo Catania- Siracusa- Ragusa, con l’inserimento con posizione di centralità, dell’Area dello Stretto.
Altrettanto in maniera condivisa è stato rappresentato il convincimento secondo cui sarebbe assolutamente assurdo concepire la sola Città Metropolitana di Reggio non prevedendone l’espansione nella intera area dello Stretto, verso la meta finale della creazione di un nuovo Ente Territoriale: la Città metropolitana dello Stretto.
A tale proposito sono state richiamate le opzioni normative contenute verso tale direzione sia nello Statuto della Regione Calabria e sia nella legge regionale siciliana istitutiva dell’Area Metropolitana di Messina .
E’ indubbio che la pubblicazione del testo avviene in una fase di autentica fibrillazione normativa che negli anni più recenti addirittura è orientata verso la eliminazione delle Province, incrociandosi la ratio di tale scelte con esigenze di riduzione delle spese.
Ma, in conclusione, è opinione personale del sottoscritto che, sempre tenendo in considerazione la particolare complessità del percorso appena affrontato (soprattutto quello di carattere istituzionale – costituzionale), la Città metropolitana di Reggio è una grande opportunità che va coltivata con intelligenza e progressività .
Per raggiungere questo obiettivo è particolarmente rilevante la sensibilizzazione dei cittadini in merito alle funzioni proprie della Città Metropolitana ed ai benefici che essa potrà portare sulla qualità della vita di tutti .
Rimanendo sul piano pratico è appena il caso di fare cenno all’aumento della capacità di decisione della comunità territoriale riducendo i secolari ostacoli burocratici e cioè alla ottimizzazione dei servizi attraverso la riduzione dei costi relativi, dei costi della politica, ma soprattutto alla possibilità di fare ricorso diretto per  specifici progetti previsti dai fondi FEI e BEI a livello europeo ad erogazione finanziaria dirette.
Reggio già dispone di un Piano Strategico per la città, ma occorre puntare al superamento di esso per la attuazione di un piano strategico metropolitano, quale strumento collegiale e volontario, in clima di condivisione, per individuare, promuovere ed attuare i progetti e le strategie necessarie per rilanciare Reggio come realtà di eccellenza nazionale ed internazionale.
Il requisito fondamentale che dovrà costituire la cifra del Piano Strategico Metropolitano dovrà essere costituito dal coinvolgimento, oltre che delle rappresentanze degli Enti Pubblici, di tutti i soggetti economi
ci e sociali del territorio; non dunque un progetto calato dall’alto ma un concorso di idee per elaborare una visione di futuro e contribuire a realizzarla responsabilmente.
Per concludere è incontestabile che soltanto una nuova rappresentanza a scala metropolitana sarà idonea per affrontare le grandi tematiche di questa “Area”: politiche, ambientali, infrastrutture, innovazione nei sistemi del Welfar, valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, interventi a sostegno dell’economia e del lavoro.
Tutto questo, ad avviso dello scrivente, diviene più urgente proprio a fronte dei tagli della finanza locale ed alle drammatiche condizioni del deficit pubblico.
E per ultimo una riflessione dedicata alle comunità più lontane, ai quartieri alle circoscrizioni : dobbiamo aprirci per raccogliere nell’area vasta tutto il loro patrimonio culturale ed istanze sociali.
Se ogni gruppo umano, ogni culture dovesse essere intesa come una civiltà di cui va mantenuta ad ogni costo l’identità contro le pretese irruzioni del Comune Storico centrale ci si avvierebbe ineluttabilmente verso una scelta autoescludente.
Per mantenere l’identità occorre “aprirsi all’altro” fino ad ottenere quelle contaminazioni che continuamente si producono nel corpo sociale attraverso il flusso delle nuove generazioni che fanno posto ai necessari contatti , agli scambi con l’estraneo del quale nessuna città può fare a meno.
La propria identità non può né concepirsi né definirsi se non in rapporto all’altro.
Alla molteplicità degli altri.
Se l’identico resta chiuso in se stesso non c’è pensiero possibile.
E quindi neppure civiltà possibile.
L’interscambio consapevole e cosciente libera forze rigeneratrici, rende tutti più responsabili.

La ipertrofia legislativa che ha assecondato l’evolversi delle complesse problematiche di “Città Metropolitana” in uno con la particolarità del riconoscimento dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria hanno scatenato un irrompere disarticolato di opinioni in libera uscita che certamente non contribuiscono al definitivo perfezionamento dell’iter procedimentale che prevede come momento conclusivo l’adozione di uno specifico Decreto legislativo.
Indubbiamente l’errore più grossolano è costituito dal convincimento che Area Metropolitana possa identificarsi come un ambito urbano dilatato nel territorio; concezione che comporta il rischio di rendere irriconoscibili ed indeterminate le funzioni metropolitane e quindi inutili le politiche a scala Metropolitana. A tale scala convivono il locale ed il globale, con una molteplicità di attori e di dimensioni operative, differenti rapporti tra spazio e tempo.
A fronte di ciò assistiamo invece all’irrompere nell’Area Vasta della galassia mediatica di opinioni personali assolutamente asimmetriche rispetto alle vincolanti piattaforme normative, tese ad appagare rivalse localistiche ed esaltazioni di realtà identitarie che in tanto possono e debbono rinvenire tutela e valorizzazione in quanto assiologicamente orientate con precisi ancoraggi verso piattaforme globali.
Ed allora l’esortazione che ne deriva è in favore della ricerca puntuale e congruente verso più corretti obiettivi, dismettendo acritiche demonizzazioni ed altrettante equivoche enfatizzazioni.
E’ doveroso riconoscere che verso questa direzione vasta ed approfondita è stata l’esplorazione realizzata funditus dal mondo accademico reggino nonchè dall’associazionismo con contributi di riconosciuto valore culturale.
Per quanto ci riguarda l’Associazione Culturale “Giornate Mediterranee” ( che mi onoro di presiedere) da quasi venti anni ha messo sul tappeto il tema del ruolo di Reggio, centro geo-politico del Mediterraneo, dell’impegno di cui dovranno farsi carico Enti Pubblici, Università reggine e tutto l’apparato dirigenziale della provincia reggina.
Mi si consentirà di ricordare un importante Convegno tenuto presso l’Università mediterranea sul tema “Reggio, Città Metropolitana, per l’amicizia Mediterranea” che ha registrato interventi di circa settanta docenti universitari e studiosi del tema, compedianti infine nel Volume dello stesso titolo pubblicato nel febbraio 2010 (Gangemi Editore).
L’esigenza di fornire alla classe politica reggina strumenti formativi ed informativi, maggiormente funzionali e conducenti, per un verso, in direzione del coinvolgimento e della coscientizzazione dei valori in discussione da parte delle comunità provinciali e , per altro, per contribuire alla predisposizione del dossier che dovrà supportare la proposta propedeuitica alla emissione del definitivo Decreto legislativo, hanno maturato il convincimento della pubblicazione di un secondo Volume (di imminente pubblicazione) di cui si allega, oltre il frontespizio e la introduzione, l’indice degli interventi acquisiti.
Il Volume si onora della prefazione del prof. Franco Karrer, capofila dei coautori del Piano Strutturale della città, assieme alla prof.ssa Francesca Moraci ed al prof. Loreto Colombo, nonchè Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Presidente del Gruppo di Studio del Progetto “Roma Capitale”.
Ho ritenuto, di soffermarmi in una sommaria introduzione, con spunti “conversativi”, su specifici profili problematici.
Ritengo opportuno fornire brevissimi abstracts desunti dal Volume, per ribadire il convincimento più accreditato in ordine a profili istituzionali, natura e funzioni della Città Metropolitana.
Annoto per ultimo che proprio in occasione dell’approvazione del Decreto governativo dello Spending Revew, proprio in ordine al nostro tema, il Governo ha deciso di far slittare ogni decisione verso una prevista terza fase che presumibilmente si terrà nei primi del mese di agosto per diventare operativa nel prossimo autunno.
Grazie per la pubblicazione e per l’attenzione che Strill sta assicurando alla trattazione del tema che purtroppo si è incrociato con problematiche eterogenee e forse fuorvianti rispetto all’originaria previsione nell’ambito del Codice delle Autonomie Locali.

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