
di Daniela De Blasio: Il vuoto di proposte politiche concrete per salvare l’Italia è quello che davvero manca e che non deve essere sottovalutato. La nostra emergenza sociale è proprio
questa! E se da una parte si assiste ad un continuo massacro del semplice cittadino, del lavoratore e della famiglia, dall’altra rimangono intatti costi e vantaggi sempre in favore dei soliti beneficiari, di quelli che, diciamolo pure, sono i maggiori responsabili della terribile crisi in atto. E così accanto ai sacrifici imposti in nome di una possibile (speriamo almeno probabile!!!) ripresa, rimangono salve le poltrone, i doppi e tripli incarichi, i premi concessi a chi, benché abbia palesemente fallito, continua a governare la cosa pubblica. E i nostri giovani, coloro che hanno competenza, preparazione, specializzazioni, capacità d’innovazione e molto altro ancora, oltre che l’età tale da dedicare passione ed entusiasmo al lavoro (qualunque esso sia), rimangono a casa ad aspettare tempi migliori o esportano i loro meravigliosi cervelli in paesi che guardano al futuro con occhio più attento.
Insomma siamo sempre fermi alla solita logica italiana, aspettando il taglio dei parlamentari o forse l’eliminazione di qualche inutile (o meglio utile per chi lo gode) privilegio, che, a questo punto, si dubita possano arrivare ad alleviare le nostre sofferenze. Purtroppo la politica mantiene sempre il suo potere, forse e soprattutto in assenza di quella che, a questo punto, potrebbe essere l’unica soluzione per liberarci del peso di questo ormai troppo lungo periodo di buio e di recessione. Parlo di rivoluzione, ma deve trattarsi di una rivoluzione culturale, di pensiero e di azione di tutti gli italiani che ancora ci credono e che credono che dalla crisi si possa soltanto rinascere rafforzati e sicuri. Rubo una frase di un grande scienziato perché descrive esattamente quello che penso: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”.
Ben vengano misure che rendano più efficiente l’impiego delle risorse pubbliche. Certamente è pur vero che esistono sprechi ed inefficienze che vanno (andavano in realtà da molti anni e dai Governi di tutti i colori) eliminati. Ma siamo proprio sicuri che il nodo gordiano sia questo? Lascio ai posteri i commenti sperando che le politiche di austerità e tagli attuate non spengano la speranza di un Paese ormai ridotto all’osso. In fondo basti pensare alla Grecia e ai mesi di politiche di feroce austerità e di tagli della spesa pubblica. A cosa hanno portato? No comment: è sotto gli occhi di tutti! La disaffezione della gente nei confronti di questa classe dirigente e la frustrazione collettiva avanzano e aumentano sempre di più. Hanno deluso, non hanno mantenuto le promesse, hanno gabbato e umiliato, non hanno saputo dimostrare le capacità che la gente e il Paese si aspettava. Questo non è il mondo che meritano i nostri figli! La spending review (anche con i termini stranieri si allontana la gente dalla politica, ma questo, come consuetudine non viene tenuto in considerazione) è solo un altro elemento distruttivo per giustificare l’ingiustificabile. Abbiamo bisogno di altro, abbiamo bisogno di progresso, ma se non ci fanno “volare alto” non riusciremo a conquistare l’orizzonte e il nostro futuro. Io credo ancora in un’Italia potente e forte ma non credo più al capitano della “nave” che con i suoi marinai sta affondando la speranza di tutti.




